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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1557
RAGUSA - 21/10/2015
Cronache - Il 47enne incensurato Carmelo Interlici si è presentato in carcere

Si è costituito il quarto uomo della droga

Le manette erano scattate nell’ambito del blitz per altri 3 vittoriesi di cui 2 incensurati
Foto CorrierediRagusa.it

Si è costituito, presentandosi accompagnato dal suo avvocato di fiducia Biagio Maurizio Catalano nel carcere di Ragusa, il vittoriese Carmelo Interlici, 47 anni, incensurato, sfuggito all´arresto nell´operazione antidroga della guardia di finanza che il 12 ottobre scorso ha portato al sequestro in contrada Resinè Gelata cappellaris di Vittoria di una piantagione di marijuana estesa per 6 mila metri quadrati con circa 5 mila piante adulte di "cannabis indica" e "cannabis sativa" alte in media tra i 160 e i 210 centimetri. L´uomo era fuggito all´arrivo dei militari rendendosi latitante. Ora invece, come accennato, si è costituito. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare altre persone coinvolte nell´operazione. Nell´ambito del blitz le manette erano scattate per altri tre vittoriesi: gli incensurati Paolo Ravalli e Antonio Rocca, di 47 e 46 anni, e il 55enne Giovanni Bucchieri, già noto per reati specifici, ai quali si è adesso aggiunto Carmelo Interlici (da sx nel riquadro della foto con la piantagione di marijuana). Il gip Andrea Reale aveva convalidato gli arresti e deciso di mantenere la custodia cautelare in carcere. Il terzetto era stato colto in flagranza di reato, mentre il proprietario delle serre era stato denunciato. Come accennato, erano più di 5 mila le piante coltivate nascoste con teli frangivento di colore scuro e presidiate da cinque feroci cani di grossa taglia, pitbull e mastini napoletani, per tenere alla larga eventuali curiosi. Tutti gli impianti serricoli erano dotati di sofisticati sistemi di irrigazione per la crescita e la ventilazione delle piante per la successiva fase di essiccazione.

Da una prima stima effettuata dalle fiamme gialle le piante coltivate avrebbero portato a ricavare mille 200 chili di marijuana, il cui valore sul mercato avrebbe superato un milione di euro. All´interno della piantagione era stato scoperto anche un casolare adibito allo stoccaggio delle piante già trattate, per essere destinate alla successiva commercializzazione nel mercato nero dello spaccio. Oltre alle piante erano stati sequestrati dai finanzieri all´interno del casolare una pistola e un fucile a canne mozze.