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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:27 - Lettori online 699
RAGUSA - 20/10/2015
Cronache - Dopo l’autopsia la salma è stata restituita ai familiari

Due medici indagati per la morte di Ana

Anche l’Asp 7 ha avviato una indagine interna per fare luce sull’accaduto Foto Corrierediragusa.it

Due avvisi di garanzia sono stati emessi a carico di altrettanti medici del reparto di ostetricia dell´ospedale «Paternò Arezzo» di Ragusa per la morte della 23enne rumena Ana Bambarakilo (foto) dopo che aveva dato alla luce un neonato ora ricoverato nel reparto di neonatologia. Per fortuna il piccolo non è pericolo di vita. L’ipotesi di reato prospettabile nell’inchiesta avviata dalla procura dopo la denuncia dei familiari è quella di omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia, già notificati ai due medici indagati, sono stati emessi come atto dovuto e propedeutico alla nomina di un perito di parte per l’autopsia decisa dal sostituto procuratore Monica Monego, titolare del fascicolo, che ha conferito l’incarico al medico legale Francesco Coco. La puerpera era deceduta nella notte tra sabato e domenica. Dopo il comprensibile shock, i parenti avevano denunciato tutto alla procura che ha aperto un fascicolo di richiesta di informazioni ed atti all´Asp 7 che, a sua volta, su decisione del manager Maurizio Aricò, ha avviato una indagine interna per chiarire le cause delle sopraggiunte complicanze che hanno poi portato al decesso della puerpera, che era stata ricoverata giovedì.

Sabato notte era entrata in sala operatoria, dove si è verificato il decesso. Intorno alle 2.30, il marito, pure lui rumeno, in trepidante attesa, era stato avvertito che il figlio si trovava in terapia intensiva. Poi era stato invitato a entrare in sala parto per il sopraggiungere di alcuni problemi durante il travaglio. L´uomo pare abbia perso i sensi per la forte emozione e alle 4.15 è stato informato del decesso della moglie, per cause che adesso andranno accertate per sgomberare il campo da dubbi su un presunto caso di malasanità. La donna viveva a Marina di Ragusa con il giovane marito ma lavorava in un bar di Santa Croce, dove la tragica notizia si era subito sparsa a macchia d´olio destando commozione ed incredulità.

I datori di lavoro della giovane, che le hanno dedicato un post molto commovente su Facebook, hanno altresì fatto una colletta per pagare il viaggio ai genitori dalla Romania, che, solo grazie alla generosità di coloro che hanno contribuito a raccogliere i soldi, potranno assistere ai funerali della figlia. La 23enne lascia il marito, il neonato che non ha neanche fatto in tempo a vedere prima di morire e un altra bambina di appena 4 anni. Dopo l´autopsia la salma è stata restituita ai familiari per le esequie.