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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 713
RAGUSA - 21/09/2015
Cronache - Ultimo atto prima del processo penale

Omicidio Loris: troppi dubbi dopo incidente probatorio

Veronica Panarello, che è accusata dell’omicidio del figlio, è in carcere dall’otto dicembre 2014 Foto Corrierediragusa.it

La distruzione accidentale di alcuni files e lo sfasamento degli orari degli spostamenti di Veronica Panarello risultanti dai supporti rispetto a quelli rilevati a dicembre, in base alle immagini delle telecamere del «grande fratello» di Santa Croce, hanno costituito i punti salienti dell’incidente probatorio conclusosi ieri mattina al tribunale di Ragusa. Un preludio di ciò che sarà l’udienza preliminare davanti al gup, quasi certamente prologo di un probabile rinvio a giudizio, con un conseguente processo penale che si annuncerebbe combattuto e ricco di colpi di scena nella sua ipotetica complessità. Lo ribadisce l’avvocato Franco Villardita, rimarcando come alla sua cliente, ovvero la Panarello, non sia stato concesso essere presente per l’incidente probatorio, nonostante fosse nel suo diritto.

Sempre il legale di fiducia della donna accusata di aver ucciso il figlio Loris di 8 anni e di averne abbandonato il corpo in un canalone nelle campagne di Santa Croce lo scorso 29 novembre, ha evidenziato come i files mancanti siano proprio quelli che alimentavano la tesi della sua assistita, ovvero quella di aver portato quella fatidica mattina il figlio a scuola e di avervelo lasciato. La difesa si incentra quindi sui dvr inutilizzabili ai fini dell’incidente probatorio, in quanto rotti o danneggiati. Uno di questi sarebbe quello che avrebbe ripreso una automobile, compatibile a quella in uso alla donna, svoltare verso il vecchio mulino, luogo dove venne ritrovato il corpicino privo di vita.

Le immagini ci sono ancora, ma non sul dvr oggetto dell’acquisizione dell’incidente probatorio. Intanto ieri Luca Losio, il perito incaricato dal gip, ha depositato la relazione sui filmati ripresi dalle telecamere pubbliche e private che dimostrerebbero come Veronica Panarello non avrebbe accompagnato il figlio a scuola, come invece da lei sempre sostenuto. La donna è in carcere dall´otto dicembre 2014. Lo scorso 29 maggio la prima sezione della cassazione ha respinto il ricorso del suo legale contro il provvedimento del tribunale del riesame che ha rigettato la sua richiesta di scarcerazione.

L´istanza difensiva contestava tra l´altro anche l´ora in cui era stato commesso l´ omicidio. A questo proposito Losio ha precisato di aver proceduto al calcolo della discrepanza tra gli orari reali rilevati lo scorso dicembre con il successivo dvr , verbalizzando il tutto. Una rilevazione simile era stata già fatta dalla polizia giudiziaria ma tuttavia, secondo il perito, ci potrebbero essere comunque degli errori di scostamento, come un orologio che a distanza di mesi può guadagnare o perdere qualche minuto.

Per il perito la rilevazione fatta al tempo dei fatti è quindi sicuramente più precisa. In una intervista all’Agi Losio ha dichiarato di «Aver ritenuto comunque giusto effettuare nuovamente questa rilevazione e verbalizzarla in modo tale che eventualmente si poteva calcolare la discrepanza a dicembre rispetto a quella attuale. Un minuto può essere determinante ed ecco perchè – ha concluso il perito – ho voluto aggiungere anche questo elemento».


Lasciamo in pace una povera mamma.
22/09/2015 | 9.46.42
Sebastiano

A mio avviso, dopo questo incidente probatorio, è ancora più evidente che la signora Panarello non ha niente a che vedere con la morte del figlio.