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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1546
RAGUSA - 19/09/2015
Cronache - La nota del soggetto interessato alla nostra redazione

Caso Civello: assolto il chirurgo Carmelo Iozzia

"Quattro lunghi anni trascorsi nella piena consapevolezza di un’accusa infondata" Foto Corrierediragusa.it

C´è il primo riscontro giudiziario dall´esito dell´operazione "Alpi Iblee" che il 13 gennaio del 2011 portò agli arresti domiciliari il primario Ignazio Massimo Civello. A distanza di quattro anni e mezzo si è avuta infatti la prima sentenza assolutoria per un altro imputato della stessa vicenda. Carmelo Iozzia (foto), 55 anni, è stato infatti assolto dai giudici con formula piena "perchè il fatto non sussiste". Il chirurgo, difeso dall´avvocato Enrico Platania, era stato coinvolto, seppure in modo marginale, insieme ad altre dieci persone. Civello fu arrestato con le accuse di concussione, lesioni personali e truffa ai danni del servizio nazionale a seguito di laboriose indagini condotte dai Carabinieri del Nas di Ragusa durate due anni. I militari acquisirono e sequestrarono materiale ritenuto importantissimo ai fini dell’indagine condotta nei confronti dell’ex primario Ignazio Massimo Civello, poi rimesso in libertà. Nelle circa 800 cartelle sequestrate dai Nas, si sarebbero configurate altre ipotesi di reato relative a interventi chirurgici eseguiti sia nella struttura pubblica che nello studio privato di Civello. Tra i fascicoli prelevati dai militari, anche quello personale di Civello che avrebbe racchiuso tutti i vari passaggi dal suo trasferimento a Ragusa fino al giorno dell’arresto del 13 gennaio. Dopo la remissione in libertà, il professore Ignazio Massimo Civello si dimise da direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’ospedale Civile di Ragusa per andare ad operare privatamente a Roma.

Tornando invece alla vicenda giudiziaria del dottore Carmelo Iozzia, il pm aveva chiesto la condanna del professionista di origine santacrocesi a un anno e otto mesi per truffa, due casi di falsità ideologica ed uno di lesioni. Le accuse non si sono rivelate fondate ed il chirurgo, come accennato, è stato ora assolto con formula piena e reintegrato, inoltre, sul suo posto di lavoro originario, il reparto di Chirurgia del Civile, visto che a seguito del procedimento era stato trasferito d´ufficio dall´Asp al "Maggiore" di Modica. Legittima la soddisfazione del professionista che ha rilasciato una nota, inviata anche alla nostra redazione e che riportiamo di seguito in maniera integrale:

"Lungi dal voler cadere nel patetico, ma bisognoso di riprendermi la dignità e la fiducia dei pazienti, avverto il diritto di richiamare l´attenzione dei lettori su un avvenimento che nella memoria pubblica rimane come un semplice fatto di malasanità, lasciando nel limbo quanto meno del dubbio coloro che ne sono stati coinvolti con troppa sollecitudine, quasi con solerzia, come in simili fatti avviene. Sono trascorsi quattro anni, quattro lunghi anni durante i quali mi è pesato, più di ogni altra cosa, il perdere la fiducia dei pazienti, che sono stati sempre il mio primo pensiero, la mia prima preoccupazione; da quando titoli cubitali davano in pasto alla pubblica opinione il caso del primario di Chirurgia dell´Ospedale Civile di Ragusa Massimo Civello accusato di truffa, concussione, omissione di atti d´ufficio e lesioni personali.

Il fatto trascinava a grappolo altri medici e paramedici, tra cui il sottoscritto dottor Carmelo Iozzia, che a seguito del procedimento veniva trasferito d´ufficio al reparto di chirurgia dell´ospedale "Maggiore" di Modica. In questi anni alterne vicende hanno portato all´esito finale che lo scrivente non ha commesso il fatto ascrittogli e pertanto, "stante il venir meno delle motivazioni poste a base dell´avvenuto trasferimento d´ufficio disposto in data 09/07/2013, si dispone l´assegnazione presso la chirurgia Generale dell´ospedale di Ragusa a far data dal 16/09/2015".

Quattro lunghi anni trascorsi nella piena consapevolezza di un´accusa infondata, che mi ha arrecato un danno di immagine che non potrò recuperare mai pienamente, perché l´opinione pubblica ricorda più facilmente "il caso" che non l´esito, qualunque esso sia.
Grazie per l´opportunità che mi viene data di far sentire per la prima volta la mia voce, ora che il frastuono è cessato.
Distinti saluti,

Dott. Carmelo Iozzia