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RAGUSA - 21/08/2015
Cronache - L’episodio è intrecciato a doppio filo con l’accoltellamento della vigilia di ferragosto

"Faida d´amore": arrestata una donna

La donna, già nota per reati specifici, è stata dunque rinchiusa nella sezione femminile del carcere di piazza Lanza a Catania Foto Corrierediragusa.it

E’ proseguita con l’incendio doloso del portone di una casa e con l’intossicazione da fumo di una bambina la "faida d´amore e gelosia" tra due nuclei familiari cominciata la vigilia di ferragosto a Ragusa Ibla con l’accoltellamento di un 38enne. In quell’episodio la polizia aveva arrestato il 29enne vittoriese Morgan Cutraro, che si trova ancora in cella. Ora invece i carabinieri hanno ammanettato la ragusana di 28anni Roberta Meli (nella foto con il portone incendiato), cugina di Cutraro, per i reati di incendio doloso aggravato, minaccia aggravata, lesioni personali a carico della bimba intossicata dal fumo, e porto abusivo di coltello, visto che dalla perquisizione personale è difatti saltato fuori un coltellino pieghevole dalla borsetta. Al centro della faida familiare, costellata da continue liti ed aggressioni verbali, la decisione della moglie di Cutraro di andare a vivere con un altro uomo, amico dell’accoltellato, approfittando dell’assenza del marito, che era in cura in un centro di recupero. Cutraro, venuto a conoscenza della tresca, aveva accoltellato il 38enne, accusato di aver agevolato il rapporto tra la moglie e l’altro uomo, ospitandolo a casa sua. Il 38enne, per sua fortuna, se l’era cavata a buon mercato, mentre l’aggressore era finito in carcere. Dimesso dall’ospedale l’uomo era tornato a casa sua, e qui entra in scena la cugina di Cutraro, che, per «convincere» l’uomo a lasciare per sempre corso Mazzini, gli aveva incendiato il portone di casa, provocando pure l’intossicazione della bimba che giocava poco lontano.

I vicini hanno quindi chiamato i militari e la donna, resasi conto della gravità del suo gesto, era scappata, per poi essere rintracciata ed arrestata pochi minuti dopo. Nel frattempo i vigili del fuoco spegnevano le fiamme, evitando che si propagassero, causando danni a persone o cose. Roberta Meli, già nota per reati specifici, è stata dunque rinchiusa nella sezione femminile del carcere di piazza Lanza a Catania.