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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 940
RAGUSA - 10/08/2015
Cronache - Un blitz dei poliziotti anche all’ombra della casa di Montalbano

VIDEO atleti dopati scoperti: ecco le intercettazioni

Gli investigatori hanno tenuto sotto controlli i partecipanti della gara ciclistica a Chiaramonte Gulfi e quelli della gara podistica a Punta Secca Foto Corrierediragusa.it

Oltre alla gara di ciclismo amatoriale a Chiaramonte Gulfi (vedi altro articolo) con alcuni dei partecipanti risultati positivi ai controlli anti doping, nel mirino della polizia c’era anche una gara podistica con arrivo proprio davanti alla celeberrima casa di Montalbano a Punta Secca. Nel video sotto le immagini e le intercettazioni che hanno incastrato gli "atleti".



Sia nella gara di ciclismo che in quella podistica, entrambe rigorosamente amatoriali, alcuni “atleti” si erano concessi un “aiutino” utilizzando sostanze dopanti illegali. Chissà come avrebbe reagito il buon commissario nato dalla penna di Camilleri. Una cosa è certa: la polizia, quella vera, ha denunciato penalmente alla procura 34 atleti, tutti indagati per aver fatto uso di sostanze vietate per legge in quanto molto dannose per la salute di chi le assume. Si tratta di 19 ragusani, 9 siracusani, 5 catanesi e un reggino. Tra di loro vi sono anche i presidenti di alcune squadre di dilettanti che in occasione delle gare fornivano supporto logistico. Tutto è partito dalla denuncia in procura da parte di un “atleta della domenica” pulito ma stanco di essere battuto, e in alcuni casi deriso, dai “colleghi” che facevano uso di sostanze dopanti. Dopo settimane di indagini con centinaia di intercettazioni, poliziotti hanno quindi atteso gli atleti ai rispettivi traguardi: alcuni in corso Umberto, nel centro cittadino di Santa Croce Camerina, dove i ciclisti stavano giungendo dopo aver affrontato ripide salite sotto la pioggia, e altri all’ombra della casa di Montalbano, dove invece stavano arrivando i primi maratoneti. 34 di loro, come accennato, sono risultati dopati e quindi denunciati nell’ambito delle indagini a loro carico. Tra i fornitori dei farmaci c’era anche un infermiere di Ragusa che si occupava di procacciare medicinali senza ricetta. L’infermiere, inoltre, in alcune occasioni allestiva un ambulatorio per fare delle flebo con diverse sostanze chimiche. Le indagini hanno permesso di squalificare per parecchi anni alcuni “atleti”. Squalifica a vita invece per un “allenatore” che non si faceva scrupolo nel somministrare di tutto. Poi è stato individuato chi procurava le sostanze, chi le vendeva per poi cederle agli altri assuntori, e chi le custodiva prima delle gare amatoriali.

Le centinaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali raccolte dagli investigatori hanno permesso di appurare che gli indagati avevano una gran paura di venire colti in flagranza, di conseguenza il loro linguaggio “in codice” cambiava a seconda degli interlocutori. Ad esempio, riferendosi alle sostanze dopanti il “meccanico” parlava di “autoricambi”, il “falegname” di “parquet”, un “idraulico” di “tubi”, il “tabaccaio” di “sigarette” e molto altro ancora, stando alle fervida fantasia degli indagati, che tuttavia, hanno commesso errori macroscopici che hanno consentito alla polizia di inchiodarli alle rispettive responsabilità. Sono state 10 in tutto le perquisizioni domiciliari a carico di “atleti” dilettanti sospettati di fare uso di sostanze dopanti per competere la domenica con gli amici. A casa e nell’auto di un podista ragusano di 38 anni sono state trovate decine di medicine classificate come dopanti. Alcuni dei soggetti dopati neanche partecipavano a competizioni sportive, ma assumevano comunque farmaci solo per potersi vantare con gli amici.