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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1103
RAGUSA - 08/08/2015
Cronache - Prevenzione soprattutto tra gli autotrasportatori lungo la Ragusa - Catania

Polstrada e Filt - Cgil: da ora meno vittime della strada

Il progetto è stato presentato nella sala «Raciti» della questura di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Accordo fra Polizia stradale e Filt - Cgil per mettere ordine sulla strada Ragusa-Catania e indurre gli autotrasportatori a rispettare il limite di distanza di 100 metri fra un tir e un altro e facilitare i sorpassi delle macchine. Prima attuare i sistemi di repressione, la Polstrada attua un piano di prevenzione, di convincimento bonario, per ridurre le vittime della strada, che in questi primi 6 mesi del 2015 sono state due: il pedone travolto a Santa Croce e lo chef investito nello sciclitano. Inoltre, la Polstrada ha ritirato 18 patenti, di cui 11 a Marina e 7 sulla Ragusa-Catania. Parte da queste peculiarità il progetto ideato e realizzato dal comandante provinciale della Polstrada di Ragusa, vice questore aggiunto Gaetano Di Mauro (foto), sulla base dei dati statistici in suo possesso. Per raggiungere l’obiettivo occorre però coinvolgere altri soggetti che meglio dialogano con la categoria degli autotrasportatori che da questa provincia partono tutti i giorni per il nord dell’Italia e dell’Europa percorrendo il più angusto e pericoloso tratto di strada statale, la «maledetta» 514 che tante vittime ha mietuto nel tempo come vedremo appresso dai dati forniti dal comandante Di Mauro.

Per entrare nel cuore e nella mente degli autotrasportatori, è stato creato un asse sinergico fra Polstrada e sindacato che ha avuto il via libera dalla Questura. Il progetto è stato presentato nella sala «Raciti» della questura di Ragusa dal comandante Di Mauro, accompagnato dal vice questore Nicola Spampinato e dal segretario generale della Filt-Cgil, il sindacato degli autotrasportatori Giuseppe Stella, latore anche del pensiero Cisl e Uil.

«Già nel 2010- esordisce il comandante Di Mauro- dicevo cosa fare per ridurre le mortalità sulle strade. Tutto sommato i numeri ci danno ragione, perché gli incidenti mortali sono diminuiti notevolmente. Perché? La rete viaria è sempre angusta, è migliorata invece la qualità delle vetture, una maggiore coscienza dei giovani e le regole rigide per gli autotrasportatori sottoposti a continui controlli».

Nonostante ciò, l’Italia sta dietro alla Spagna e alla Francia. «La Spagna- continua Di Mauro- effettua controlli alcoltest 4 volte più di noi e la Francia 8 volte. Le cause mortali sono la guida in stato di ebbrezza, le cinture non allacciate e l’alta velocità». E per dare forza al suo ragionamento, il comandante ci mostra diapositive di incidenti. Quello capitato al sindaco di Monterosso, 5 feriti (per fortuna nessuno è più in prognosi riservata), e quello di una vettura che si capovolta lasciando incastrato fra le lamiere il conducente senza vita. «Nel primo caso- dice il vice questore Di Mauro- i passeggeri avevano tutti la cintura allacciata, nel secondo caso il conducente era privo di cintura».

Il sindacalista Stella concorda pienamente con il dirigente della Polstrada e auspica maggiori controlli. La Filt è in condizioni di contattare tutti gli associati per invitarli a rispettare le regole e soprattutto i 100 metri di distanza fra un tir e l’altro per facilitare i sorpassi. «Abbiamo strade dell’era borbonica- afferma Stella- per cui il settore dei trasporti necessita maggiori attenzioni. Gli autisti non bevono alcol, ma i controlli devono essere più costanti non solo dalla Polstrada, ma anche da Inps e Inail al fine di stroncare il fenomeno del lavoro nero».