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RAGUSA - 02/08/2015
Cronache - La denuncia di Goletta verde

Allarme plastica e polistirolo nel mar Mediterraneo

Lanciato il progetto "Sviluppo sostenibile delle attività di pesca nelle Regioni ricadenti nell’Obiettivo Convergenza attraverso interventi ambientali, informazione e sensibilizzazione, anche con il coinvolgimento della ricerca scientifica" Foto Corrierediragusa.it

Rifiuti nel mar Mediterraneo, emergenza plastica e polistirolo. È quanto emerge da una prima stima che la Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a tutela dei mari e delle coste italiane, ha effettuato al giro di boa di questo tour 2015. Come lo scorso anno, infatti, l’equipaggio dell’imbarcazione ambientalista sta portando avanti una specifica indagine nei mari italiani che nel 2014 evidenziò la presenza di 27 rifiuti galleggianti ogni chilometro quadrato. Di questi il 20% era rappresentato da reti e polistirolo galleggiante, frammenti o intere cassette che si usano per contenere il pescato, percentuale che fu superata solo dalle buste pari al 41% e dai frammenti di plastica al 22%.

L´accumulo di detriti di plastica nel Mediterraneo è legato all’elevata presenza umana nel bacino, ma anche al suo particolare schema di circolazione dell´acqua, che agisce come una trappola per i detriti di plastica galleggianti. Il deflusso dell´acqua avviene per mezzo di uno strato profondo nello Stretto di Gibilterra, il che rende difficile per la plastica galleggiante lasciare il bacino. Il Mediterraneo rappresenta meno dell´1% dell´area oceanica globale, dove meno dell´1% è protetta, ma con importanti valori ecologici ed economici. Accoglie circa il 10% delle specie marine e la pesca ed il turismo costiero sono le fonti principali di reddito per gli abitanti de questa importante regione.

Per tale motivo da Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a difesa del mare, viene lanciato il progetto "Sviluppo sostenibile delle attività di pesca nelle Regioni ricadenti nell´Obiettivo Convergenza attraverso interventi ambientali, informazione e sensibilizzazione, anche con il coinvolgimento della ricerca scientifica", promosso dall´Alleanza delle Cooperative Italiane coordinamento Pesca (composta da Agci Agrital, Lega Pesca, Federcooppesca). Obiettivo, sensibilizzare i pescatori di alcune regioni costiere (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) per ridurre l’impatto degli attrezzi da pesca abbandonati, attivando vere e proprie bonifiche dei fondali marini, avviando a un corretto smaltimento i rifiuti marini e prevenendo il problema.

"L’aumentata frequenza degli attrezzi da pesca abbandonati, persi o dismessi in mare (Ghostfishing, reti fantasma, il termine utilizzato nella letteratura scientifica) comporta un aumento degli impatti sugli habitat costieri interessati da attività di pesca – sottolinea Serena Carpentieri, responsabile Goletta Verde -. Si tratta di una situazione che sta peggiorando a causa dell’aumento delle operazioni di pesca e all’utilizzo di attrezzature in materiali sintetici resistenti ed estremamente durevoli, basti pensare che nylon ed altri materiali plastici una volta persi, persistono nell´ambiente per secoli. Spesso nasse e reti vengono smarrite durante tempeste o in presenza di forti correnti, abbandonate o addirittura rimangono incagliate in altre reti o trappole precedentemente poste sui fondali. Tale fenomeno genera inoltre altre conseguenze, perdite economiche dirette e indirette per gli operatori del settore e danneggiamento dei principali habitat bentonici. Proprio per questo attraverso la realizzazione di questo progetto vorremmo sensibilizzare i pescatori a denunciare la perdita delle attrezzature e, parallelamente, promuoverne così il recupero".

Il progetto prevede, inoltre, l’individuazione, la mappatura e il recupero degli attrezzi da pesca coinvolgimento i pescatori e i subacquei nelle fasi di recupero degli attrezzi fantasma e della loro localizzazione in mare. Il recupero consentirà di bonificare e ripristinare le naturali condizioni ambientali, contribuendo a ridurre il rischio di ulteriori incidenti e perdita degli attrezzi da pesca, a tutelare la sicurezza del lavoro dei pescatori.