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RAGUSA - 29/07/2015
Cronache - Incredibile circostanza scoperta dalla squadra mobile: l’uomo voleva incontrare Davide Stival

Mitomane: "So chi ha ucciso Loris". Denunciato

Il 55enne se l’è quindi cavata con una denuncia a piede libero per calunnia, interruzione di pubblico servizio, falso materiale, sostituzione di persona ed usurpazione di titoli Foto Corrierediragusa.it

Sembra la trama improbabile di uno sgangherato giallo a tinte comiche, ma purtroppo è la pura realtà quella accertata dalla squadra mobile di Ragusa che ha smascherato un mitomane. Quest’ultimo, A.R., 55 anni, di Pachino, voleva incontrare il padre di Loris per riferirgli che l’assassino del bimbo di 10 anni morto strangolato e ritrovato nelle campagne di Santa Croce Camerina il 29 novembre scorso era nientemeno che l’ex vescovo di Agrigento Carmelo Ferraro, peraltro originario della cittadina iblea balzata alle cronache nazionali per la brutta vicenda. Il 55enne aveva lasciato un biglietto sul balcone di casa di un vicino di Davide Stival, il padre del piccolo di cui la madre Veronica Panarello è ritenuta essere l’assassina dagli inquirenti. Il vicino di casa degli Stival, leggendo il biglietto, si è subito rivolto alla polizia, senza dire nulla all’ignaro padre di Loris, già gravato dal pesante fardello. Gli investigatori, puntando fin da subito alla pista del mitomane, poi rivelatasi fondata, hanno assecondato le richieste contenute nel biglietto, in cui il misterioso mittente chiedeva un incontro al padre di Loris nella villa comunale di Vittoria (dove l’uomo lavora) per riferirgli nientemeno che il nome dell’assassino del figlio.

Nel biglietto il mitomane si era firmato come un esponente delle forze dell’ordine, rafforzando la tesi dei poliziotti. Questi ultimi si sono presentati in borghese al luogo dell’appuntamento, individuando in poco tempo il presunto mitomane, che si distingueva dalle altre persone presenti per il suo atteggiamento guardingo. Gli agenti hanno chiesto i documenti all’uomo, che si rifiutava di esibirli.

A questo punto è scattata la perquisizione personale e quanto ne è saltato fuori ha dell’incredibile: nello zaino del 55enne vi erano una maschera raffigurante il volto di Guy Fawkes, militare e cospiratore inglese vissuto tra la fine del 500 e l’inizio del 600, diventato un simbolo per i movimenti di protesta di tutto il mondo. La maschera è stata resa famosa anche grazie al fumetto e al film «V per vendetta». Lo zaino conteneva anche una foto dell’ex vescovo, un foglio con gli incarichi ricoperti da quest’ultimo ed altre informazioni personali. E poi ancora una tuta, una felpa con cappuccio e dei guanti (foto).

Il mitomane ha spiegato agli agenti che, una volta individuato il padre di Loris, si sarebbe travestito per non farsi riconoscere e gli avrebbe consegnato una busta con la foto del prelato e il foglietto con le informazioni. Roba da restare a bocca aperta. Una volta condotto in questura, l’uomo ha cercato di sminuire la gravità dell’episodio di cui si è reso protagonista, dando l’idea di non comprendere appieno la portata devastante di quanto stava per compiere. Da tutto questo gli investigatori hanno desunto che si tratta di una persona con gravi problemi psichici. Resta da chiarire come mai l’uomo si fosse fissato con il prelato, additandolo, nella sua mente malata, come il responsabile dell’omicidio. Ovviamente l’ex vescovo di Agrigento è del tutto estraneo ai ben noti fatti.

Il 55enne se l’è quindi cavata con una denuncia a piede libero per calunnia, interruzione di pubblico servizio, falso materiale, sostituzione di persona ed usurpazione di titoli. Al termine degli accertamenti di rito nei confronti del denunciato, quest’ultimo è stato rilasciato in quanto i reati da lui commessi non prevedono l’arresto, nonostante sia stato colto in flagranza. Il materiale trovato nello zaino dell’indagato è stato sottoposto a sequestro fino a quando non ne verrà ordinata la distruzione, in quanto corpo del reato.