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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 774
RAGUSA - 18/06/2015
Cronache - Anche i transessuali vanno per la maggiore

Sesso negli Iblei tra mille sorprese e 20 case chiuse

Anche la clientela è varia per un mercato che non conosce crisi Foto Corrierediragusa.it

Sempre più variegato e ricco di sorprese il panorama a luci rosse nel territorio ibleo, nonostante le 20 case di appuntamento scoperte e chiuse a Ragusa dalle forze dell’ordine. Ma il sesso è duro a morire, compreso quello «magico», ovvero a pagamento. E così emerge che a prostituirsi, almeno fino a qualche mese fa, c´era pure nientemeno che una scrittrice di Milano che si dedicava al sesso mercenario un po’ per divertimento e un po’ per arrotondare. Ma anche ad agiate donne dell’alta società, giunte pure da fuori provincia, piace l’idea del sesso a pagamento e senza impegno con persone estranee ma a loro gradite. Insomma, sesso mercenario non solo per denaro, ma anche per battere la noia. E poi ancora transessuali sudamericani che sbarcano nel Ragusano nei weekend con l’agenda già fitta di appuntamenti presi online in attesa di recarsi in Germania, Spagna e Olanda. Le squillo d’alto bordo e i trans disposti a giochetti sessuali particolari spopolano tra una vasta clientela che annovera lo studente e il pensionato, l’operaio e il facoltoso professionista.

E così capita che in fila per il proprio turno possano incontrarsi affermati uomini d’affari e adolescenti più o meno squattrinati, passando per il disoccupato di turno. Non è dato sapere se tutti hanno l’anello al dito, dal momento che i più accorti se lo tolgono prima di concedersi qualche decina di minuti di piacere. Di converso una lucciola o un trans arrivano a fissare fino a otto appuntamenti al giorno, con tariffe dai 200 euro per una «sveltina» e fino ai 500 per il sesso di gruppo e le prestazioni particolari.

In tre giorni possono incassare fino a 9 mila euro soddisfacendo le voglie di clienti disposti a sborsare cifre consistenti senza battere ciglio. Insomma, le prostitute di strada stanno cedendo il passo alle «colleghe» più organizzate e preparate, nell’ottica di un mercato che non conosce crisi.