Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 769
RAGUSA - 12/06/2015
Cronache - L’operazione "Alta tensione 2" ha sgominato una banda di delinquenti: 8 arresti

Rubavano rame e ammazzavano animali: 8 arresti

L’unico italiano del gruppo è il 43enne Salvatore Occhipinti residente a Comiso Foto Corrierediragusa.it

Delinquenti senza scrupoli avevano messo in ginocchio l’economia iblea, lasciando intere contrada rurali molto popolose senza corrente elettrica per settimane, con tutti i disagi del caso per centinaia tra aziende agricole e zootecniche e nuclei familiari. Il danno all’Enel ammonta invece ad oltre un milione di euro provocato dai 5mila chili di cavi di rame rubati dalle linee dell’alta tensione nel corso di 15 furti in 10 mesi. Ma la banda di ladri non si limitava ai furti del cosiddetto «oro rosso», pagato profumatamente nel mercato nero, visto che depredavano le aziende di mezzi e attrezzature agricole, carburante, fitofarmaci e persino di mucche, maiali ed altri animali da allevamento, sgozzati sul posto durante la notte, senza pietà e anzi con inaudita crudeltà. La banda piazzava difatti sul mercato nero pure carni pregiate bovine e suine. In una delle intercettazioni un delinquente si vantava con l’altro: «Ho ammazzato un maiale in pochi secondi con 15 colpi di accetta, non mi sento più le braccia – a sottolineare la violenza del gesto – e al proprietario lascio solo le budella». L’operazione «Alta tensione 2», che fa seguito alla prima dello scorso dicembre, ha posto la definitiva parola «fine» a questa sequela di furti e violenza gratuita.

Le manette sono scattate per otto persone, tra rumeni e italiani: sette sono finiti nel carcere di Ragusa, mentre ad uno sono stati concessi i domiciliari nella sua abitazione di Comiso. Un nono componente della banda è stato denunciato in stato di libertà mentre altri tre complici sono riusciti a sottrarsi alla cattura, rendendosi latitanti. Gli arrestati rinchiusi in carcere sono tutti giovani rumeni di età compresa tra i 27 e i 21 anni: Iordanescu Avadani, Vasile Buliga, Marius Ciubotaru, Cristi Marin, Constantin Stancu, Nicusor Vlad e Stefan Robert Zamfir. L’unico italiano al quale sono stati concessi i domiciliari è il 43enne Salvatore Occhipinti, originario di Palagonia ma da tempo residente a Comiso (foto).

Le ordinanze di custodia cautelare sono state richieste dal sostituto procuratore Valentina Botti al giudice per le indagini preliminari Claudio Maggioni che le ha concesse alla luce delle prove raccolte in otto mesi di indagini fitte. La banda ha agito contando sull’appoggio di ricettatori italiani sul territorio ibleo, con ramificazioni pure a Catania e Messina. La svolta nelle indagini è stata data dal ritrovamento di uno scontrino e di un paio di guanti incautamente lasciati dai malviventi in uno dei posti depredati e che ha consentito di risalire alla loro identità.

L’operazione è stata portata a termine con il fondamentale contributo dell’Enel, che ha messo a disposizione degli investigatori le più avanzate tecnologie a disposizione per inchiodare i delinquenti alle loro responsabilità. Come accennato, già sei mesi fa con l’operazione «Alta tensione» erano stati ammanettati altri 9 rumeni, tutti appartenenti ad un’altra banda distinta che nulla ha a che vedere con quelli arrestati adesso, fatta eccezione per un solo componente. Anzi le bande pare si sfidassero sulle scorribande notturne. Ora potranno rievocare le rispettive «gesta» tra le solide mura del carcere.


per quanto tempo.....
13/06/2015 | 15.37.37
Domenico

per quanto tempo resteranno in carcere? per pochi giorni e poi punto e a capo, sino a quando non vi è certezza di pena le cose andranno sempre peggio!