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RAGUSA - 24/03/2015
Cronache - La vicenda giudiziaria del 33enne Giovanni Cabibbo

Fece il "tiro a segno" contro i locali: pena ridotta a Cabibbo

Lo ha deciso il presidente della Prima Sezione Foto Corrierediragusa.it

La Corte d’Appello di Catania accorcia di un solo mese la condanna di primo grado nei confronti di Giovanni Cabibbo (foto), il 33enne di Santa Croce Camerina arrestato nel settembre del 2012 dai Carabinieri, con l’accusa di essere il «tiratore» contro alcuni locali di Punta Secca, fra cui il ristorante «Rosengarten», proprio a due passi dalla casa di Montalbano, nonché all’indirizzo di ditte di legnami «Gruppo Barone» e «Sud Legno». Gli avvocati difensori di Cabibbo, Enrico Platania di Ragusa e Renato Borzone di Roma, hanno chiesto l’assoluzione per il loro assistito davanti alla Corte d’Appello di Catania. Il presidente della Prima Sezione Sebastiano Mignemi ha ridotto di un solo mese la pena dell’imputato, confermando di fatto la richiesta del procuratore generale Chillemi.

Attualmente Giovanni Cabibbo si trova agli arresti domiciliari a Santa Croce. La difesa preannuncia già ricorso in Cassazione perché sostiene l’innocenza del santacrocese. L’arma utilizzata per compiere gli attentati, un fucile mitragliatore d’assalto modello AK-47 «Kalashnikov», non è stata mai trovata. A incastrare Cabibbo, alcune riprese delle telecamere piazzate di fronte al ristorante di Punta Secca e intercettazioni telefoniche. Neanche il movente è chiaro sui motivi che avrebbero indotto il giovane a compiere i raid notturni contro esercizi commerciali della zona marittima. Cabibbo è accusato di detenzione e porto illegale di arma da guerra e minacce. Avrebbe agito in concorso con un’altra persona rimasta ignota, che probabilmente l’attendeva in macchina per allontanarsi dai luoghi oggetto delle sparatorie.

Per la cronaca, va detto che 
durante le indagini in un terreno incolto di via Giotto, proprio nei pressi di un garage di Cabibbo, vennero ritrovati un caricatore e numerosi proiettili calibro 7.62 identici a quelli utilizzati contro le due attività commerciali. Ma del fucile mitragliatore nessuna traccia.