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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 424
RAGUSA - 11/03/2015
Cronache - Udienza stamani dinanzi al gip del tribunale di Ragusa

Omicidio Loris: oltre a Veronica restano altri 2 indagati

Intanto la Panarello resta convinta del fatto che alla fine il marito le crederà Foto Corrierediragusa.it

Veronica Panarello (foto) resta la principale indagata ma non l’unica per l’omicidio del figlio di 8 anni Loris. E’ al momento questa l’unica certezza che emerge dall’incidente probatorio durato poco meno di un´ora al tribunale di Ragusa dinanzi al gip Claudio Maggioni. La circostanza è stata evidenziata dall’avvocato della donna, Francesco Villardita: «In questa fase processuale non è indagata soltanto Veronica Panarello, perché continuano ad esserci altri due soggetti iscritti del registro della procura». Il gip ha fissato la prossima udienza al 26 giugno, mentre nei prossimi giorni invece comincerà la copia delle immagini delle 30 telecamere di sicurezza di Santa Croce, che, con l’incidente probatorio, sono state cristallizzate in prove a carico della Panarello. Il «grande fratello» della cittadina immortalò il percorso di quella tragica mattina del 29 novembre compiuto da Veronica al volante della sua «Polo» nera. La donna continua a gridare la sua innocenza dal carcere di Agrigento, sostenendo di aver portato quel giorno il figlio a scuola, mentre le immagini oggetto dell’incidente probatorio lasciano vedere ben altro.

Il gip Maggioni ha nominato come perito l’ingegner Luca Losio, di Crema. L’avvocato Villardita ha nominato come consulenti Pierdavide Scambi e Cristian Mendola. La procura ha nominato il direttore tecnico della polizia Giovanni Tessitore. Non hanno inteso invece nominare nessun consulente gli avvocati Giorgio Assenza e Pietro Savà, che assistono Orazio Fidone, ovvero il pensionato noto come «il cacciatore» e che trovò per primo il corpo senza vita del bimbo durante le ricerche. Infine l’avvocato Daniele Scrofani, che rappresenta il papà di Loris, Davide Stival, parte lesa nella vicenda, valuterà se nominare un consulente di parte. Il perito ha avuto 90 giorni di tempo da parte del gip per concludere le operazioni che gli sono state prescritte e, come accennato, la prossima udienza è stata fissata tra poco più di tre mesi. Le operazioni di copia dei filmati dal server della polizia in dvd da consegnare ai legali cominceranno invece la prossima settimana.

«Veronica Panarello è più che mai decisa ad andare avanti in maniera determinata per mostrare a tutti i costi l’estraneità ai fatti che le sono contestati»: il concetto è stato ancora una volta ribadito dall’avvocato Villardita. Molto tranquillo, come sempre, il commento di Orazio Fidone: «Lasciatemi tornare nell´ombra e facciamo lavorare magistrati, investigatori ed avvocati. Sull´inchiesta non mi pronuncio e auspico invece tempi migliori. Io comunque non c’entro più niente in questa vicenda e sono da tempo tornato alla mia vita di sempre, anche se resta l’amarezza per il coinvolgimento mio e della mia famiglia talvolta sotto una luce che lasciava troppe ombre».

In riferimento al rapporto tra la Panarello e il marito Davide, l’avvocato Scrofani precisa che «Il mio assistito ha visto immagini che sono in netto contrasto con le affermazioni della moglie e resta pertanto ferma la sua decisione di non volerla vedere per il momento. Tantomeno le lascerà vedere il figlioletto di 4 anni, anche alla luce della decisione del tribunale per i minori, che ha nominato il mio assistito quale tutore unico del bimbo , togliendo di fatto la potestà genitoriale all’indagata. Questo incidente probatorio appena concluso – ha sottolineato il penalista all’uscita dal tribunale – è un passaggio fondamentale perché sarà determinante per l’esito finale dell´inchiesta, e in tale ottica valuterò se nominare o meno un consulente di parte».

Intanto la Panarello resta convinta del fatto che alla fine il marito le crederà. La donna non ha rinunciato alla sua famiglia e spera ancora di rivederla dopo che sarà dimostrata la sua innocenza. Parlando con il suo legale, dunque, la donna si è detta «Convinta che Davide potrebbe tornare di nuovo a trovarla in carcere, magari portando con sé il figlioletto di 4 anni, dopo una rivisitazione lucida e critica dei fatti».