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Lunedì 23 Aprile 2018 - Aggiornato alle 9:02
RAGUSA - 28/02/2015
Cronache - Epilogo giudiziario di uno dei tanti, troppi sbarchi sfociati in tragedia

Sbarco mortale: scafista patteggia 3 anni di carcere

L’imputato confessò fin da subito le proprie responsabilità e ha sempre collaborato con la giustizia Foto Corrierediragusa.it

Patteggiamento della pena in conversione del giudizio immediato a 3 anni di reclusione e 800 mila euro di multa. E’ l’epilogo giudiziario di uno dei tanti, troppi sbarchi sfociati in tragedia sulle coste iblee. La pena applicata dal gup Andrea Reale è stata patteggiata in udienza preliminare dal ghanese 28enne Francis Atsu Logosu, difeso dall’avvocato Enrico Maria Belgiorno e accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte come conseguenza di altro delitto. Sul gommone che si afflosciò al largo di Pozzallo persero difatti la vita 20 clandestini dei 120 del carico umano. Lo scafista confessò fin da subito le proprie responsabilità e ha sempre collaborato con la giustizia anche per risalire all’organizzazione libica che organizzò il viaggio della speranza conclusosi nell’ottobre 2014 nel modo più tragico, ovvero con una ventina di dispersi poi risultati morti per annegamento, man mano che il mare restituiva i corpi. Le parti offese nel procedimento erano tre, pure loro del Ghana, come lo scafista che adesso ha patteggiato la pena.

Il terzetto ha a suo tempo ripercorso quei terribili momenti che precedettero il naufragio che non concesse scampo a 20 di loro, che furono inghiottiti dal mare. L’organizzazione libica prevedeva il reclutamento dei migranti per il viaggio della speranza, poi venivano ospitati in casolari diroccati sparsi per il litorale ibleo in attesa di essere smistati in varie località del Paese.