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RAGUSA - 24/02/2015
Cronache - E’ successo per fortuna mentre la stanza era vuota

Cede pezzo soffitto? Per Utc niente drammi!

Il giudice si era assentato per malattia, altrimenti si sarebbe potuto verificare il peggio Foto Corrierediragusa.it

Si stacca un pezzo di soffitto nell´ufficio di un giovane magistrato donna, che ci ha ora autorizzato a pubblicare il nome, Francesca Aprile, ma per l´ufficio tecnico comunale di Ragusa non è un dramma, anzi, si poteva pure prevedere! E´ il senso della nota pervenutaci ieri in redazione dopo che avevamo diramato la notizia del distacco di parte del contro soffitto in una stanza in uso a un magistrato nel palazzo ex Ina di proprietà del comune di Ragusa. In effetti in base ai primi dati a disposizione avevamo scritto di grossi calcinacci, invece si trattava di un solo pannello, che, stando a quanto scritto testualmente nella nota prevenutaci dall´Ufficio tecnico comunale, "E´ in fibra minerale di leggera consistenza, che non avrebbe potuto comunque arrecare alcun danno alle persone". Eppure, dalle foto in nostro possesso e che potete vedere sopra e sotto, non appare mica una roba da nulla, come la nota vorrebbe lasciar credere. Va bene che non si tratta di pesantissimi pezzi di calcinacci, ma qualcuno è disposto a mettere la mano sul fuoco che una persona sotto sarebbe rimasta illesa dopo lo schianto del pannello? Non la pensa di certo così il magistrato Francesca Aprile che non era in quel momento presente in ufficio e il quale, da noi interpellato, non è per niente d´accordo sul fatto che se il pannello gli fosse piombato in testa sarebbe rimasto del tutto incolume, a giudicare dai detriti per terra (vedere foto sotto).

La nota dell´ufficio tecnico prosegue specificando che "Il distacco, preceduto sicuramente da gocciolamento dovuto ad infiltrazioni piovane, e quindi prevedibile, è avvenuto nelle giornate di chiusura degli uffici, tra sabato e domenica". Sempre il giudice invece ci conferma che di "gocciolamento preventivo" non vi era mai stata traccia prima del crollo e che è stata informata della circostanza lunedì mattina dai colleghi accorsi nel suo ufficio dove non era presente. Ma aggiungiamo noi, se il distacco era prevedibile, perchè non è stato fatto nulla per prevenirlo?

La nota del comune chiude precisando che "Era stato raccomandato dai tecnici comunali di utilizzare il vano in questione come magazzino e non come ufficio, appunto per le probabili infiltrazioni a cui può essere soggetto". E allora chi è stato a disattendere questa raccomandazione, decidendo invece di assegnare quella stanza al magistrato piuttosto che adibirla a magazzino? Ecco, magari aspettiamo dal comune una nuova nota più esaustiva che risponda pure a questi legittimi quesiti.

Al di là delle responsabilità di quanto accaduto, per fortuna senza conseguenze per l´occupante di quell´ufficio, la circostanza accende il campanello d’allarme sulle effettive condizioni di sicurezza dell’intero stabile. Nel palazzo ex Ina sono stati difatti allestiti gli uffici di parecchi magistrati, visto che quelli del palazzo di giustizia erano insufficienti. Tutto questo dopo la chiusura del tribunale di Modica con il conseguente accorpamento con quello di Ragusa. E pensare che i locali di via Aldo Moro a Modica, inaugurati otto anni fa, restano inutilizzati seppure molto funzionali e certamente più nuovi rispetto a quelli di Ragusa.

Esistono dunque anche queste discutibili circostanze in un Paese dove la burocrazia fatta di anonimi numeri e fredde statistiche ha prima accorpato i tribunali esistenti, salvo poi rimediare locali alla bisogna.

Cliccate sulla foto sotto per ingrandirla