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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 38
RAGUSA - 23/02/2015
Cronache - La società interessata dalle indagini dice la sua

La Icas interviene su sequestro di frutta e verdura

La Icas Srl evidenzia di aver sempre operato con serietà e correttezza nel pieno rispetto delle leggi Foto Corrierediragusa.it

In merito all´operazione "Mela stregata" che aveva portato al sequestro di circa 16 tonnellate e mezzo di prodotti per l´agricoltura con pesticidi e 90 tonnellate di prodotti immessi nel mercato, per un valore stimato di circa sette milioni di euro da parte della guardia di finanza di Cagliari e dai funzionari dell´ispettorato centrale della tutela della qualità del Mipaaf, ci scrive la società Icas Srl per il tramite dell´ufficio legale Rella. Nella nota si legge che "Tutti i prodotti oggetto di indagine sono fertilizzanti regolarmente iscritti, totalmente naturali e privi di sostanze tossiche o pericolose per la salute umana e per l´ambiente, come garantito dalle analisi certificate su ogni lotto di materia prima acquistata. Si tratta peraltro di prodotti regolarmente autorizzati ed impiegati in agricoltura e non solo in Europa e nel resto del mondo".La nota prosegue chiarendo che "Il sequestro eseguito per ordine della procura ha solo natura probatoria, essendo finalizzato ad accertare l´eventuale nocività, ad oggi solo supposta".

La Icas Srl evidenzia poi di aver sempre operato con serietà e correttezza, in ossequio al pieno rispetto delle leggi, fornendo lavoro a tante persone ed avendo sempre a cuore la salute del consumatore finale ed il rispetto dell´ambiente con l´utilizzo di prodotti sicuri e certificati. "Restiamo fiduciosi nell´operato della magistratura - chiude la nota - confidando in una rapida soluzione della vicenda".

I sequestri, oltre al territorio ibleo, hanno interessato simultaneamente le province di Alessandria, Cuneo, Bergamo, Varese, Trento, Venezia, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza Bologna, Ferrara, Forlì, Arezzo Livorno, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Cagliari, Roma, Latina, Viterbo, Chieti, Napoli, Salerno, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Matera, Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa.

I vari esercizi commerciali, secondo l´accusa, avrebbero immesso sul mercato prodotti denominati corroboranti e preparati bio dinamici non conformi alla legislazione nazionale e altamente pericolosi per la salute pubblica, quali insetticidi, fungicidi e nematocidi ottenuti da estratti vegetali o prodotti derivanti dalla specie sophora flavescens.