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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 969
RAGUSA - 11/02/2015
Cronache - Inchiesta partita da Reggio Calabria

Avviso di garanzia per un funzionario ragusano

Indagano i carabinieri del nucleo antisofisticazione Foto Corrierediragusa.it

C´è anche un funzionario ragusano tra le persone indagate nell´operazione dei carabinieri del Nas di Catanzaro e destinatario di un avviso di garanzia. I militari hanno notificato avvisi di garanzia a 7 funzionari della Regione Calabria e 3 dirigenti di società per i reati di truffa, avvelenamento colposo di acque, abuso e omissione d´ufficio e falso. I militari hanno effettuato perquisizioni in uffici regionali. L´accusa sostiene che è stata distribuita acqua non potabile prelevata dall´invaso Alaco, tra le province di Vibo Valentia e Catanzaro. Il funzionario ragusano destinatario dell´avviso di garanzia è implicato nella vicenda per aver distratto 3 milioni di euro da una società pubblica, destinandoli ad una società privata di gestione delle acque. In pratica il denaro pubblico sarebbe stato destinato ai privati dal funzionario ragusano in qualità di legale rappresentante della società nell´ambito di una gara d´appalto in Calabria.

Le perquisizioni compiute dai carabinieri hanno riguardato gli uffici dei dipartimenti Ambiente, Obiettivi strategici e Lavori pubblici della Regione Calabria e nei confronti di una società di Vibo Valentia e due di Roma.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati, oltre che a Ragusa, anche a Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Bologna e Roma e sono stati emessi nell´ambito dell´indagine condotta dal Nas di Catanzaro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e chiamata ´Acqua sporca due´.

Gli inquirenti sostengono che è stata prelevata acqua non idonea al consumo umano dall´invaso Alaco e distribuita nella rete idrica pubblica. L´Alaco rifornisce la quasi totalità dei comuni della provincia di Vibo Valentia ed alcuni comuni del basso ionio soveratese, in provincia di Catanzaro.
Già in passato la Procura di Vibo Valentia aveva compiuto una inchiesta sull´utilizzo di acqua non potabile prelevata dall´invaso Alaco. Quell´inchiesta aveva portato alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 16 indagati, tra funzionari e amministratori pubblici e dirigenti della Sorical.