Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 704
RAGUSA - 24/12/2014
Cronache - Sentenza del giudice unico del tribunale

Raggiro di 70 mila euro ad un antiquario

Si tratta di Giovanni Castrofilippo, 47 anni, palermitano, Vincenzo Ardiero, 53 anni, napoletano e Stefano Merlino, 46 anni di Palermo Foto Corrierediragusa.it

Una truffa ben architettata ai danni della titolare di un negozio di antiquariato del centro storico è costata un anno e tre mesi di reclusione ai responsabili del fatto. I tre sono stati anche condannati dal Giudice Unico Eleonora Schininà a 500 euro di multa e al risarcimento dei danni che dovranno essere quantificati in sede di dibattimento civile. Giovanni Castrofilippo, 47 anni, palermitano, Vincenzo Ardiero, 53 anni, napoletano e Stefano Merlino, 46 anni di Palermo sono stati gli autori della truffa da 70 mila euro portata a termine nel marzo del 2011. Secondo la ricostruzione dei fatti i due palermitani, Stefano Merlino e Giovanni Castrofilippo, si recarono nel negozio ragusano dimostrando interesse per alcuni mobili che acquistarono nell´ottobre del 2010. A marzo invitarono la titolare del negozio alla Fiera internazionale dell´antiquariato che si tiene a Parma dove si presentò Vincenzo Ardiero. L´uomo dice di essere un grande operatore di mercato con contatti all´estero e un buon portafoglio clienti. La malcapitata vittima cade nella rete tesa dal terzetto ed invita Ardiero a Ragusa per intavolare un rapporto commerciale.

Vincenzo Ardiero, dopo aver fatto i complimenti alla donna per la qualità e l´assortimento del suo negozio, acquista i mobili in esposizione e paga 70 mila euro firmando degli assegni. I mobili vengono portati via ma gli assegni alla prova dei fatti sono risultati scoperti. La truffa è così emersa limpida e chiara agli occhi della titolare del negozio che ha perseguito i tre "compari" davanti al magistrato ottenendo alla fine giustizia.