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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1056
RAGUSA - 01/10/2014
Cronache - Le 2 "bulle" dovranno comparire dinanzi ai giudici del tribunale dei minorenni

Il bullismo si tinge di rosa con 2 ragazzine "terribili"

La vittima e i suoi genitori hanno denunciato tutto alla squadra mobile Foto Corrierediragusa.it

Quando il bullismo si tinge di rosa. La Polizia di Stato identifica e denuncia alla Procura dei Minori due ragazzine per aver commesso reati ai danni di una coetanea, che è stata picchiata, derisa, ingiuriata, minacciata nella vita reale e virtuale sui social network. Per l’adolescente vittima di diversi reati è stata un’estate infernale. La ragazzina vittima delle angherie della due coetanee si era trasferita al mare appena finita la scuola: da quel giorno per lei è iniziata un’estate infernale.
Forse invidie, forse torti subiti, forse storie d’amore naufragate per uno sguardo di troppo o un «mi piace» sui social network in più, in pratica per futili motivi la ragazzina è diventata bersaglio delle due «spietate» coetanee che come lei vivevano a Marina di Ragusa per l’estate. Dapprima minacce in chat private sui social, poi insulti nei commenti di altre ragazze (magari velati senza scrivere il nome anche se tutti gli amici, tutti quelli che leggevano, capivano fin troppo bene a chi fossero indirizzati). E poi ancora sguardi di minacciosi quando le ragazze si incontravano in piazza, fino a quando una sera, un pugno veniva sferrato dritto in faccia e procurava lesioni personali con diversi giorni di prognosi alla ragazzina.

La storia non finiva li e quindi, dopo il pestaggio alla ragazza, sono seguite le minacce per indurre la vittima al silenzio: la ragazzina inoltre non doveva permettersi di incrociare di nuovo lo sguardo delle due coetanee, che le avevano rivolto epiteti pesantissimi. Addirittura le ragazzine hanno minacciato pure agli amici della vittima: la risposta delle due «bulle» è stata: «Voi fatevi i cazzi vostri, non vi intromettete perchè lei è una...». La ragazzina ha alla fine vinto la paura confidando tutto ai genitori. Tutti insieme si sono recati negli uffici della Squadra Mobile. Dalle descrizioni, esami dei profili sui social network e brevi indagini si risaliva all’identità delle due minorenni responsabili dei reati commessi, ovvero lesioni personali, ingiurie, minacce e diffamazione. Le due «bulle» sono state convocate insieme ai genitori per gli atti di Polizia Giudiziaria a loro carico e presto verrà celebrata l’udienza davanti al giudice presso il Tribunale dei Minorenni di Catania.