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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1607
RAGUSA - 10/06/2008
Cronache - Ragusa - Dopo la condanna a 10 mesi in 1° grado, pena sospesa

Riccorrono in appello i legali
dell´ex medico assenteista

L’accusa è di truffa aggravata in danno dell’Ausl 7 di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

La sentenza di condanna a 10 mesi di reclusione, pena sospesa, dell´ex medico legale dell´Ausl 7 di Ragusa, G.G., per truffa aggravata per presunto assenteismo "é di primo grado e non è passata in giudicato". Lo afferma il
legale del medico, l´avvocato Sandro Piccinino Costanzo, rilevando che contro di essa è stato presentato appello.

"La vicenda - sottolinea il penalista - non è conseguenza dalla lotta all´assenteismo promossa dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunettà, in quanto il mio assistito nel periodo preso in esame dal giudice si trovava effettivamente in uno stato di malattia che mai è stato dimostrato come inesistente, come mai è stata dimostrata l´eventuale falsità dei relativi certificati".

"Per la stessa vicenda - aggiunge l´avvocato Sandro Piccino Costanza - si continua ad errare nella descrizione della tematica giudiziaria, in quanto essa non verte sul campo dell´invalidità civile ma su quello della causalità di
servizio, e l´una e l´altra comportano ben differenti metodologie burocratiche e di accertamento medico-legale sulle quali metodologie si incentrano proprio i motivi di appello"

"Per la stessa vicenda - conclude il legale - il mio assistito - non è mai stato condannato al risarcimento di alcun danno alla Ausl 7 di Ragusa".

(Fonte: Ansa)


COME E´ NATA LA VICENDA GIUDIZIARIA

La condanna a 10 mesi di carcere era stata decisa dal giudice del Tribunale di Ragusa, Andrea Reale, che aveva altresì disposto la sospensione condizionale.

Secondo l´accusa, l´ex medico legale si sarebbe ripetutamente assentato per motivi di salute dal lavoro ma, al contempo, firmava verbali e fogli di presenza della Commissione medica di verifica di Catania in qualità di presidente della stessa.

La notizia era stata resa nota dalla stessa Ausl 7, che aveva denunciato alla magistratura la vicenda, risalente al 2005, e che nel processo si è costituita parte civile tramite l´avvocato Danilo Vallone.

Nella sua deposizione, il medico legale affermò che i verbali potevano essere stati firmati anche in una data diversa da quella indicata e, quindi, senza provare la sua effettiva presenza fisica. Il giudice tra l´altro ha rilevato che tale tesi difensiva poteva aggravare la sua posizione, visto che i verbali di una Commissione medica sono atti pubblici e fanno fede fino a querela di falso.