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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 665
RAGUSA - 05/08/2014
Cronache - Il gesto estremo è stato compiuto dal 50enne A.C.

Si è tolto la vita un vigile del fuoco

Non ci sarebbero però motivi di lavoro, economici o di salute alla base del tragico gesto, quanto piuttosto una profonda depressione scaturita dalla perdita della moglie Foto Corrierediragusa.it

Si è tolto la vita impiccandosi nella sua abitazione alla periferia di Ragusa il vigile del fuoco 50enne A.C., che, di recente, era stato impegnato con i suoi colleghi nel recupero dei 45 cadaveri dei migranti stipati nella stiva del barcone di legno trainato a Pozzallo e morti soffocati dalle esalazioni del motore. La scena che si presentò agli occhi dei soccorritori fu drammatica e qualcuno la paragonò a quelle dello sterminio di Auschwitz. Non ci sarebbero però motivi di lavoro, economici o di salute alla base del tragico gesto, quanto piuttosto una profonda depressione scaturita dalla perdita della moglie, verificatasi qualche settimana fa durante una gita ad Agrigento. La moglie del pompiere ragusano accusò un improvviso quanto letale malore. Inutile si rivelò la corsa in ambulanza all’ospedale. Adesso il 50enne ha deciso di farla finita.

Al lavoro fino all’ultimo A.C. si è mostrato irreprensibile e determinato, non tradendo il minimo segnale di malessere neanche in situazioni estreme come le già citate operazioni di recupero dei cadaveri dei migranti dal barcone, per le quali si rese necessaria quasi una giornata di duro lavoro per sventrare l’imbarcazione e tirare fuori i corpi in stato di decomposizione. Il vigile del fuoco lascia due figli, maschio e femmina, di 19 e 18 anni.