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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1414
RAGUSA - 01/08/2014
Cronache - Ignoti truffatori in azione

Clero ragusano nelle mire dei truffatori

Il primo tentativo di truffa è stato commesso ai danni di una suora di clausura del Monastero S. Teresa Foto Corrierediragusa.it

Il clero ragusano preso di mira da ignoti truffatori che si spacciano per sedicenti impiegati dell’Inps con lo scopo di spillare soldi a suore e preti pensionati. A dare notizia dei tentativi di truffa a pensionati religiosi che si sono verificati nei giorni scorsi, la Direzione provinciale dell’Inps di Ragusa. L’Istituto informa i cittadini e i pensionati a stare attenti quando ricevono telefonate a casa di persone che chiedono il versamento online di diverse migliaia di euro in cambio di rimborsi di pensione accumulati nel tempo. Perché nessuno dell’Inps è autorizzato a telefonare a casa di persone per chiedere versamenti di denaro a qualsiasi titolo.

Il primo tentativo di truffa è stato commesso ai danni di una suora di clausura del Monastero S. Teresa di Ragusa. La religiosa ha telefonato all’Inps per raccontare lo strana telefonata che ha ricevuto. Una persona, spacciandosi per sedicente funzionario Inps di una fantomatica sede sita in piazza Carmine, 24 bis, primo piano, ha riferito alla suora responsabile che il Monastero doveva riscuotere un rimborso di 29 mila euro a titolo di residui delle pensioni accumulate nel tempo. Per ottenere informazioni precise, la religiosa avrebbe dovuto prendere contatti con una persona responsabile Inps (fornendo nome e cognome e numero di cellulare), al quale esibire la carta d’identità, il codice fiscale del Monastero e la ricevuta di versamento dell’importo di 2.500 euro effettuato su un conto corrente online all’intestatario (fornendo nome cognome e un indirizzo della città di Torino).

Il versamento, è stato precisato, era indispensabile per ottenere presto il diritto alla riscossione. Il giorno dopo un altro episodio simile. A ricevere la telefonata, questa volta, un prete in pensione, al quale è stato chiesto di effettuare un versamento online di qualche migliaio di euro per ricevere in cambio un rimborso di 15 mila euro. Per entrambi i casi è probabile che sia stata sporta denuncia presso le autorità giudiziarie.

Per conto suo, all’Inps invita a segnalare all’Istituto e alle Forze dell’ordine qualsiasi tentativo di raggiro, fornendo quanti particolari possibili al fine di facilitare l’individuazione di soggetti che operano queste azioni fraudolente a danno di soggetti deboli e pensionati.