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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1340
RAGUSA - 16/07/2014
Cronache - Operazione lampo della squadra mobile

Refurtiva recuperata e ladri denunciati

Ad essere stati "pizzicati" 2 ragusani e un polacco Foto Corrierediragusa.it

La squadra mobile in pochi giorni ha individuato due ragusani, C.G., 29 anni, e M.E. di 19, autori di un furto su ciclomotore commesso in pieno centro nel capoluogo ibleo. Dopo aver individuato i delinquenti, sono state effettuate diverse perquisizioni che hanno permesso di individuare anche colui che aveva acquistato a «buon prezzo» la refurtiva e per questo risponderà del reato di ricettazione: si tratta di un 20enne polacco. Era stato un professionista ragusano ad aver denunciato il furto di un uno zainetto che conteneva un Ipad, chiavi, pen drive, portafogli, un hard disk e altri oggetti personali; l’Ipad e l’hard disk contenevano importanti documenti di lavoro, inutili per il ladro ma preziosissimi per il professionista. Lo zaino era custodito all’interno del vano porta oggetti dello scooter di sua proprietà da lui parcheggiato nei pressi di alcuni esercizi commerciali.

I poliziotti hanno accertato che un sistema di video sorveglianza aveva ripreso parte del furto. Dalle immagini era possibile constatare che C.G. ed il complice M.E. erano appostati davanti ai negozi al fine di poter individuare la «preda», difatti da li a poco notavano che la vittima inseriva nel vano porta oggetti lo zaino e si allontanava. Il primo si avventava sul bauletto e tentava di forzare la sella (mentre l’altro faceva il palo) per asportare lo zainetto ma non vi riusciva, quindi, si allontanava dal luogo del delitto e correva subito a chiedere aiuto al complice.

I due giovani, tornati nei pressi del motociclo, riuscivano a forzare il sellino ed asportare lo zainetto. Fatto ciò, entrambi si dileguavano con il Piaggio Zip e proprio dalla targa parziale dello scooter si risaliva all’identità del suo utilizzatore.

Una volta individuati, entrambi i ladri venivano accompagnati negli uffici della squadra mobile, dove, messi davanti all’evidenza dei fatti e visionando essi stessi le immagini, ammettevano ogni responsabilità e confessavano pure di aver venduto l’Ipad ad un giovane polacco per poche centinaia di euro in quanto avevano ammesso che fosse rubato. Dunque lo straniero dovrà rispondere del reato di ricettazione in quanto ha acquistato l’oggetto ben consapevole del fatto che fosse di provenienza furtiva.

Al termine degli adempimenti di rito da parte della scientifica, i tre sono stati denunciati e la refurtiva è stata riconsegnata al legittimo proprietario che ha ringraziato gli agenti per la celerità delle indagini e per avergli restituito gli oggetti per lui di rilevante importanza stante il valore economico e quello professionale per i dati contenuti nell’Ipad.