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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1529
RAGUSA - 20/06/2014
Cronache - Numerosi gli indagati

Banda per affissione abusiva di manifesti

Reato di truffa e frode in contratto di forniture e opere Foto Corrierediragusa.it

Un’associazione a delinquere finalizzata alle affissioni abusive dei manifesti elettorali, mediante estorsioni e violenze private, è stata scoperta dalla polizia e dalla digos. Il Comune di Ragusa ed una società marchigiana operante nel settore sono stati danneggiati dagli indagati che affiggevano abusivamente manifesti elettorali, per poi fungere da incaricati per la rimozione. L’inchiesta, che vede numerosi indagati, scaturisce dal grave episodio di violenza dello scorso ottobre 2012 da parte del pregiudicato Amedeo Scatà, nei confronti dell’attacchino modicano Angelo Pulino, che affiggeva manifesti elettorali per conto di alcuni candidati per le elezioni regionali di quell’anno e che fu picchiato a sangue da Scatà per aver «invaso» zone già prese. Scatà finì in manette. Dalle successive indagini, ora concluse, è emerso che operava un gruppo organizzato dedito all’affissione illecita dei manifesti con spartizione delle aree ed il controllo delle stesse, tanto da ingenerare minacce e richieste estorsive su quanti intendessero violare le aeree provinciali interamente sotto il dominio del sodalizio.

Tale gruppo era stato da tempo promosso ed organizzato da un pluripregiudicato di origini palermitane che si occupava di dirigere, pianificare e coordinare i singoli associati, ricevendo personalmente le richieste di affissione da vari committenti facenti riferimento ai singoli candidati appartenenti in modo trasversale a più partiti. Il promotore, con una condotta spregiudicata consolidatasi nel corso degli anni, garantiva una pronta, completa ed ampia diffusione dei manifesti rispetto ad eventuali altri concorrenti. Conseguentemente i committenti ritenevano di rivolgersi a tale organizzazione per ottenere una sorta di maggiore «funzionalità» di pubblicizzazione. Inoltre è stato appurato che a seguito di un contratto di appalto tra l’ente comunale ed una ditta specializzata nel settore della pulizia dalle affissioni, quest’ultima aveva ceduto in subappalto detta attività ad una società locale. Di fatto, detta società era gestita da alcuni degli attuali indagati, che pertanto si occupavano legalmente di rimuovere i manifesti apposti in modo irregolare dai loro consociati. In definitiva alcuni membri dell’organizzazione criminale provvedevano ad affiggere i manifesti elettorali negli appositi spazi consentiti (su incarico dei committenti), ma anche, di sovente, al di fuori di questi.

Le indagini hanno permesso di raccogliere elementi di prova a carico di parte degli associati, per il reato di truffa e frode in contratto di forniture e opere sia ai danni del comune di Ragusa, che ha dovuto elargire somme di denaro pubblico a favore della ditta aggiudicatrice dell’appalto per la rimozione dei manifesti affissi in modo irregolare, sia confronti di quest’ultima essendo gli indagati gli stessi soggetti, dipendenti della ditta, che poco prima li avevano affissi in modo pretestuoso.