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RAGUSA - 12/06/2014
Cronache - Si tratta di un militare tutt’ora regolarmente in servizio

Un finanziere indagato dalla... finanza

Della stessa accusa deve rispondere pure una donna a suo tempo vicina allo staff di Leontini Foto Corrierediragusa.it

C’è anche un finanziere indagato nell’operazione «Guido Tersilli» condotta proprio dalla Guardia di finanza per far luce sulla presunta truffa da un milione di euro all’Inps sulle graduatorie «ritoccate» a beneficio dei falsi invalidi. Sul finanziere indagato, regolarmente in servizio, pende l’ipotesi di reato di rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio in concorso con un´altra indagata vicina allo staff dell’allora politico di spicco Innocenzo Leontini. La donna avrebbe ricevuto telefonate dal finanziere su particolari secretati dell’indagine condotta dalle Fiamme Gialle sul conto, tra gli altri, anche di Leontini. La donna avrebbe a sua volta telefonato alla sede della segreteria politica di Ispica, che fu a suo tempo oggetto di perquisizione, a quanto pare per rivelare alcune circostanze coperte dall’assoluto riserbo delle indagini, poi sfociate nella già citata operazione «Guido Tersilli», che prende il nome dal medico «maneggione» dell’omonimo film di Alberto Sordi sugli aspetti della sanità di cui non andare fieri. Le presunte condotte dei due indagati si evincono dal contenuto del faldone delle indagini, ormai giunte a conclusione con la relativa notifica agli interessati. Seguirà la fissazione dell’udienza preliminare dinanzi al gup.

Sono invece 7 i medici delle commissioni esaminatrici d’invalidità ai quali viene contestata pure la pesante accusa di associazione per delinquere succedutisi nel tempo nelle varie commissioni mediche. L’accusa di associazione per delinquere non viene contestata invece agli altri 25 medici che si sono alternati nelle varie commissioni esaminatrici d’invalidità e che risultano però nel registro degli indagati che conta complessivamente 121 nomi rispetto agli originari 197, tenuto quindi conto della scrematura di 76 soggetti, in larga parte riconducibili alla schiera dei presunti falsi invalidi. La posizione delle persone prosciolte si è rivelata marginale. Gli altri indagati devono rispondere pure di truffa aggravata e continuata in concorso allo Stato e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici aggravato e continuato.

Tra questi, oltre al già citato Leontini, pure il suo collega ex politico Riccardo Minardo, per i quali i giudici del tribunale della libertà di Catania hanno nel frattempo rigettato l’appello proposto dall’allora procura di Modica sulla custodia cautelare, ritenendo inammissibili gli atti per un cavillo procedurale. Ma anche in caso contrario, come aveva precisato l’avvocato Salvatore Campanella, legale di fiducia di Leontini, tali atti non avrebbero comunque giustificato accuse tanto pesanti, in quanto fondate esclusivamente su una perizia redatta da un consulente che si basò solo sui carteggi, senza sentire le parti in causa.

Tra gli indagati figurano pure dipendenti dell’Asp, una mezza dozzina di componenti dello staff delle allora due segreterie politiche di Minardo e Leontini, mentre sono stati nel frattempo prosciolti pure alcuni consiglieri comunali pro tempore di Ragusa, Modica e Ispica. Sono circa un centinaio invece i presunti falsi invalidi, accusati di concorso in truffa aggravata. La presunta truffa all’Inps si sarebbe concretizzata nella concessione indebita di pensioni di invalidità che non sarebbero spettate a coloro che ne avevano fatto richiesta sulla base di presunte dichiarazioni mendaci tramite il presunto «aiutino» di politici e medici conniventi, che avrebbero fornito una «spintarella» per scavalcare in graduatoria gli altri aventi diritto non facenti parte del presunto «giro» in cui tutti quanti avrebbero tratto guadagno.

Gli utenti finali, ovvero i presunti falsi invalidi, si sarebbero assicurati agevolazioni fiscali per l’acquisto di farmaci o impianto di protesi, nonché pensioni di accompagnamento, esenzioni ticket ed iscrizioni nelle liste di collocamento di persone con disabilità. I medici presunti conniventi avrebbero tratto vantaggi in denaro o altro nell’espletamento delle loro funzioni in seno alla pubblica amministrazione per il presunto tramite dei politici che si sarebbero a loro volta assicurati migliaia di potenziali elettori i cui appunti, in riferimento all’avanzamento dell’iter procedurale delle varie «operazioni», o ancora incontri da fissare o persone da richiamare, sarebbero stati tra l’altro annotati in foglietti con il logo del Senato della Repubblica.