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RAGUSA - 24/04/2014
Cronache - Stop al «montaggio» dei lidi in vista della stagione balneare

Niente bagni in mare? Stagione a rischio

Il tema è legato ad una interpretazione della legge regionale sul demanio marittimo del 2005 Foto Corrierediragusa.it

Dopo Palermo lo stop al «montaggio» dei lidi in vista della stagione balneare, ormai alle porte, potrebbe subire uno stop in altri 140 comuni siciliani. In assenza di un chiarimento, infatti, il problema sollevato dal dirigente dello sportello unico delle imprese del capoluogo di regione rischia di mettere in seria difficoltà anche tutti gli altri comuni siciliani. Il tema è legato ad una interpretazione della legge regionale sul demanio marittimo del 2005. Vi è previsto che non possano essere rilasciate concessioni d’uso per i lidi in assenza del piano marittimo comunale. Un documento di cui Palermo non dispone così come altri 140 comuni dell’Isola.

I tempi per l’approvazione di un simile piano sono estremamente lunghi. Redatto dall’amministrazione con il contributo dell’autorità portuale e con il coinvolgimento (non obbligatorio ma auspicabile) della Capitaneria di Porto, il piano deve poi passare all’approvazione, della Giunta prima e del Consiglio comunale poi, per essere, infine, trasmesso alla Regione. Passaggi che richiedono troppo tempo per salvare la stagione 2014.

Ci sono, poi, una serie di prescrizioni previste dalla legge che, se applicate alla lettera, rischiano di paralizzare tutti gli stabilimenti. La norma prevede che almeno metà della costa sia di libera fruizione ma i titolari dei lidi contestano questo principio. Solo un terzo delle coste siciliane sono utilizzabili ai fini della balneabilità. Se il 50% si calcola sull’intera superficie costiera praticamente non resta nessuno spazio per i lidi.

Fino ad ora si è proceduto ai montaggi degli stabilimenti balneari con concessioni comunali in deroga in attesa dei piani costieri ma Palermo, da quest’anno, non intende farlo e fornisce una interpretazione stringente della norma chiedendo anche la realizzazione di spogliatoi pubblici a carico dei titolari dei lidi a ridosso degli accessi alla spiaggia libera da realizzare ogni 100 metri. Un costo in più di realizzazione e di gestione al quale si aggiunge anche un nuovo sistema per il calcolo del pagamento delle concessioni. Insomma un «bagno di sangue» secondo i gestori.