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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1312
RAGUSA - 08/03/2014
Cronache - Le ultimissime dell’inchiesta sul riciclaggio e sulle movimentazioni sospette alla "Bapr"

Cassazione annulla sequestro milionario

L’ingente somma di denaro continuerà comunque a restare sotto sequestro fino ad una nuova valutazione dei giudici del tribunale di Ragusa Foto Corrierediragusa.it

Prosegue tra perquisizioni domiciliari, sequestri e annullamenti di provvedimenti da parte dei giudici l’inchiesta sul presunto riciclaggio di denaro, che, di riflesso, ha coinvolto pure il maggiore istituto di credito della provincia iblea, la «Banca Agricola Popolare di Ragusa». Le indagini riguardano diversi soggetti, tra cui un paio di grossi imprenditori ragusani, uno dei quali, un 60enne piuttosto noto, è stato destinatario lo scorso mercoledì di una lunga perquisizione domiciliare durata oltre nove ore nella sua villa di campagna. Perquisito pure il bar gestito dal figlio 25enne, che si occupa pure dell’attività di famiglia e che risulta indagato per una sorta di presunto «gioco delle matrioske» tra conti correnti cointestati o delegati dal padre per nascondere ingenti somme, tra cui la cassetta di sicurezza con all’interno una sorta di «tesoretto».

LA CASSAZIONE ANNULLA IL SEQUESTRO DEGLI 850MILA EURO
A questo proposito sono stati nel frattempo annullati dalla corte suprema di Cassazione, sezione seconda, i provvedimenti di sequestro di 850mila euro di proprietà del noto imprenditore ragusano e depositati nella citata cassetta di sicurezza dell’agenzia 1 di via Archimede, nel capoluogo ibleo, della «Banca Agricola Popolare di Ragusa». Lo rendono noto gli avvocati Daniele Scrofani e Giusy Micieli, difensori di fiducia del suddetto imprenditore. Nonostante l’annullamento del provvedimento deciso dalla Cassazione, in accoglimento del ricorso presentato dai due legali, l’ingente somma di denaro continuerà a restare sotto sequestro fino ad una nuova valutazione dei giudici del tribunale di Ragusa che fisseranno nei prossimi giorni un’apposita udienza per decidere in merito.

LA PERQUISIZIONE DURATA OLTRE 9 ORE NEL BAR E NELLA VILLA DELL´IMPRENDITORE
Proprio l’imprenditore ragusano, come accennato, era stato destinatario di una perquisizione nella propria villa da parte dei Carabinieri e della Guardia di finanza, con l’utilizzo di unità cinofile e metal detector. L’imprenditore è stato perquisito mentre stava pranzando in un ristorante, ritenuto essere un punto d’appoggio dell’indagato da parte degli investigatori, che hanno bloccato le porte d’ingresso e d’uscita, identificando i presenti. La perquisizione a carico del 60enne, come accennato, è poi proseguita nella sua villa, peraltro in precedenz appartenuta ad una famiglia in odor di mafia. Militari e finanzieri hanno posto sotto sequestro cinque computer tra fissi e mobili, diversi assegni bancari e altra documentazione ritenuta utile alle indagini scaturite dall’inchiesta coordinata dal procuratore capo Carmelo Petralia, anche per fare luce sulla provenienza dei famosi 850mila euro sequestrati in precedenza con apposito provvedimento ora annullato dalla Cassazione.

L´IMPRENDITORE 60ENNE SENTITO DALLA PROCURA
L’imprenditore, già sentito in procura, avrebbe dichiarato di aver guadagnato onestamente il denaro finito sotto sequestro nell’ambito della gestione ultratrentennale dell’attività di famiglia. Per i giudici del riesame di Ragusa sarebbe già caduta l’ipotesi di reato prospettabile di associazione finalizzata al riciclaggio. Un aspetto della vicenda che riguarderebbe da vicino anche un funzionario della «Banca agricola popolare di Ragusa», sospeso dai vertici dell’istituto per due mesi a scopo cautelativo. Secondo quanto ipotizzato dagli investigatori,difatti, il funzionario della banca avrebbe tra le altre cose omesso di annotare, come previsto dalla legge nell’ambito della normativa antiriciclaggio, movimentazioni poco chiare, che, stando a quanto finora emerso, sarebbero state accertate dagli ispettori della Banca d’Italia giunti appositamente da Catania nell’ambito dell’inchiesta e che avrebbero già da tempo consegnato alla procura un corposo dossier con tutte le movimentazioni bancarie sospette.

IL FUNZIONARIO DELLA "BAPR" SOSPESO PER 2 MESI A SCOPO CAUTELATIVO
Movimentazioni che, come accennato, sarebbero riconducibili a grosse quantità di denaro di dubbia provenienza, nell’ambito di fidi milionari e scoperture a quanto pare accordati all’imprenditore ragusano nell’agenzia 1 della «Bapr» di via Archimede, dove avrebbe prestato servizio proprio il direttore di filiale sospeso in via cautelativa. Il funzionario si sarebbe occupato di alcune movimentazioni sospette dalle quali sarebbe scaturito il «congelamento» di capitali liquidi e titoli di credito per oltre un milione di euro, tra cui i famosi 850mila contenuti in un’unica cassetta di sicurezza che sarebbe risultata intestata al figlio dell’imprenditore ragusano coinvolto nella vicenda con accessi alla cassetta di sicurezza non rendicontati e attivazioni di fidi e di linee di credito con cifre considerevoli.

I CONTROLLI DEGLI ISPETTORI DELLA BANCA D´ITALIA ALLA "BAPR"
Lo scorso gennaio gli ispettori della Banca d’Italia avevano passato al setaccio, dopo un primo controllo all’agenzia 1 di via Archimede, pure tutta la documentazione, e non solo, della sede centrale della «Bapr» di viale Europa. Nulla è trapelato però dal riserbo che ha caratterizzato i controlli degli ispettori giunti due volte da Catania a Ragusa in poco più di un mese.