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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1722
RAGUSA - 28/02/2014
Cronache - Coraggiosa dichiarazione di uno dei ristoratori sanzionati dalla Squadra mobile e dall’Inail

Mazzone, gestore del "Bon": "Ho sbagliato"

Il giovane imprenditore spiega l’accaduto, ma non vuole essere giudicato «in modo superficiale»
Foto CorrierediRagusa.it

Una nota di ammissione, di precisazione e di giustificazione che fa onore. Ammettere di avere sbagliato, spiegare il perché nei dettagli e anticipare che non succederà più è un gesto nobile che nessun trasgressore di regole, gravi o leggere, con colpa o con dolo, ha il coraggio di compiere. Simone Mazzone (foto), giovane imprenditore ragusano, gestore del bar-ristorante «Bon», controllato e sanzionato dagli agenti della Squadra mobile e da ispettori dell’Inail la sera dell’8 febbraio, il coraggio l´ha avuto. Ci ha inviato una nota che fa riflettere e in qualche modo avvalora le tesi che sostenemmo nel dare la notizia di quei controlli: l’altissima pressione contributiva imposta dallo Stato non fa bene al mondo del lavoro, vessa, dissangua e non aiuta quei giovani costretti a inventarsi un mestiere per sé e per altri, che magari vorrebbero operare nel rispetto delle regole.

«Mi assumo totalmente le mie responsabilità e provvederò al pagamento della sanzione che sarà comminata- dice Simone Mazzone- per un complessivo pari a mille euro, relativamente al mancato rispetto del divieto di fumo (in un´area ben circoscritta del locale, quale l´ingresso allo stesso) e per la mancanza di alcoltest monouso, di cui il sottoscritto si è già dotato. Ho avuto la possibilità di procedere, nei giorni successivi, alla consegna direttamente in Questura dei documenti mancanti, ma di cui il locale era già in possesso, relativamente al piano HACCP e i libretti attestanti la formazione sanitaria di ciascun addetto alla manipolazione delle sostanze alimentari. E tutto è risultato perfettamente in regola».

Riguardo all’irregolarità rilevata dall’Inail, Mazzone precisa: «Sono in attesa che l´Inail provveda a trasmettermi la sanzione elevata per la presenza la sera di sabato 8 febbraio giorno, in cui sono stati effettuati i controlli, di lavoratori non in regola. In riferimento a ciò, mi assumo totalmente le mie responsabilità e provvederò al pagamento della sanzione che sarà comminata. Vorrei però sottolineare che quella sera, vi erano lavoratori non in regola ed anche altrettanti assolutamente in regola. Ciò a dimostrazione, che il sottoscritto non è fautore del lavoro in nero, ma, per un gesto di superficialità, in una serata in cui ha registrato il sold out di prenotazioni e aveva, nel proprio team, alcuni dipendenti assenti, ha pensato di chiedere l´intervento professionale di personale extra per far fronte all´emergenza che si è venuta a creare. Questa certamente non è una giustificazione, in quanto riconosco la superficialità con cui è stata assunta la decisione, ma serve a dimostrare che ho pieno rispetto delle regole e di tutta la normativa sui contratti di lavoro, altrimenti sarei stato in difetto su tutti i fronti».

Simone Mazzone vuole riscattarsi davanti all’opinione pubblica e si abbandona a una personale riflessione: «Per chi non lo sapesse, sono un giovane imprenditore, anche se questo termine (con cui sono definito in quanto iscritto a Confindustria) alcune volte mi appare roboante rispetto a come mi giudico. Comunque sono un giovane imprenditore che lavora quotidianamente e costantemente, avendo guadagnato con fatica e sacrifici ciò che oggi ho. Gestisco un locale, non di mia proprietà, al quale ho dedicato tanto interesse e che rappresenta la realizzazione di un sogno che avevo sin da adolescente. Sono anche editore di due prodotti giornalistici, realizzando, anche in questo caso, un mio pallino che mi ha accompagnato sin dopo aver preso il diploma. Questo per dire che ciò di cui mi occupo non l´ho ereditato, non mi è stato regalato, né fortuitamente me lo sono trovato tra le mani, e neanche voglio essere giudicato in modo superficiale».