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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 517
RAGUSA - 04/02/2014
Cronache - Il colonnello Alessandro Cavalli ha tracciato il bilancio di un anno

Le inchieste scottanti della Finanza

Nessun filone è stato tralasciato. 455 mila euro sono state le indebite percezione di contributi Cee e 103 mila quelli regionali. Chiusa l’operazione «Guido Tersilli», restano aperte quelle sull’antiriciclaggio banche e aste giudiziarie
Foto CorrierediRagusa.it

Evasione fiscale, truffa allo Stato attraverso l’ottenimento di prestazioni e contributi statali e comunitari indebiti (vedi qualche cooperativa che mentre licenziava il personale per crisi chiedeva contributi statali come se nulla fosse); lotta al traffico di sostanze stupefacenti, tutela dell’ambiente, controlli immigrazione clandestina, usura e riciclaggio: di tutto e di più, la Guardia di finanza si muove a macchia di leopardo e non tralascia alcun settore produttivo aggredito dalle incursioni criminali. Criminalità silente, in doppio petto, con fiore all’occhiello e gemelli ai polsi delle camicie.

Il bilancio dell’attività del 2013 è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa tenuta dal colonnello Alessandro Cavalli e dal capitano Antonio Manconi (nella foto da sinistra). Il mondo imprenditoriale privato che attinge a finanziamenti pubblici, molte indebitamente e per fini illegali, istituti di credito e burocrazia pubblica facilmente attratta dalle sirene malavitose, sappiano che non c’è azione oppure operazione finanziaria e giro di denaro che non finisca sotto la lente d’ingrandimento della Finanza. Controlli incrociati attraverso supporti tradizionali e banche dati sofisticate: nessuno scappa.

Il colonnello Cavalli nella sua conferenza stampa-lezione tenuta con il supporto di slide, ha snocciolato con dovizia di particolari tutti i numeri del 2013. E sono tanti. Gli evasori totali sono stati 55, per 48 milioni di euro di ricavi non dichiarati e 6 milioni di iva evasa. I soggetti denunciati per frode fiscale sono stati 32 (oltre i 50 mila euro scatta il penale).

Riguardo all’allegra spesa pubblica, ben 455 mila euro sono state le indebite percezione di contributi Cee e 103 mila quelli regionali. A sei cifre sono gli importi delle truffe allo Stato: un milione e 400 mila circa è l’ammontare dei sequestri preventivi e 2 milioni di euro la proposta di recupero per danni erariali. Le persone segnalate 212 e gli interventi fatti 15.

Sotto controllo anche il fenomeno usura, piaga sempre viva e adesso alimentata da tecniche di espansione molto più raffinate, come ha spiegato il colonnello Cavalli. Sessanta gli interventi in tema di usura, 69 le violazioni riscontrate; 113 i soggetti segnalati, un milione di euro sequestrato e 2 milioni 259 mila euro il riciclaggio accertato.

Nel 2013 la Finanza ha fatto visita anche ai due «nonni» che detenevano una santabarbara per contro terzi. Chi? Indagini in corso, sicuramente gente che scaricava le armi a due ottuagenari a cui la legge impedisce di andare in carcere. Le cifre dicono di 170 interventi, 466 persone segnalate, 54 armi e 9.175 munizioni sequestrate.

Nel 2013, inoltre, il tenente colonnello Massimiliano Pacetto ha chiuso le indagini dell’operazione «Guido Tersilli» (iniziate sotto il comando del colonnello Francesco Fallica), impostata prevalentemente su Modica, che ha provocato un terremoto nella sanità e nella politica iblea per via dei riconoscimenti delle invalidità.

Ma nella bacheca delle «fiamme gialle», c’è anche il filone delle aste giudiziarie. Una richiesta di ordinanza di custodia cautelare per un professionista che giace sul tavolo della Procura dal mese di giugno 2013, un arresto a Malta su input della Gdf, le indagini ancora aperte sul caso del suicidio Guarascio, che potrebbe portare nuovi clamorosi sviluppi fra non molto e su proposta della Procura della Repubblica di Ragusa.

E, dulcis in fundo, le indagini su due grossi imprenditori iblei i cui nomi transitano di bocca in bocca del popolo ragusano, ma rimangono segreti, che avrebbero ottenuto lauti finanziamenti per i quali dovranno essere dimostrate le modalità e gli indirizzi di spesa, con il coinvolgimento di alti pezzi del mondo creditizio: i controlli a tappetto nei confronti della Banca agricola popolare, il pensionamento di un alto dirigente, la sospensione di un direttore e il trasferimento di un altro, stanno a dire che qualcosa non quadra in materia di norme antiriciclaggio a cui le banche devono inchinarsi. Ad accendere la «spia rossa» della Guardia di finanza, le mancate segnalazioni di operazioni sospette alla Banca d’Italia. Possibile che dallo zero segnalazione del 2009, alle 2 del 2010, alle del 2011 fa si sia passate alle 130 del 2013. Un boom! Un aumento vertiginoso, ma solo dopo che la Finanza ha ficcato il naso dove prima non ce l’aveva messo nessuno.