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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 820
RAGUSA - 27/01/2014
Cronache - I nomi dei principali indagati e gli appunti sui foglietti con il logo del Senato della Repubblica

Associazione a delinquere per 7 medici

Contestato pure il falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici aggravato e continuato Foto Corrierediragusa.it

Ci sono anche le gravi accuse di truffa aggravata e continuata in concorso allo Stato e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici aggravato e continuato nell’ambito dell’inchiesta «Guido Tersilli» della Guardia di finanza sulla presunta truffa da un milione di euro all’Inps.



I NOMI DEI 7 MEDICI ACCUSATI DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE
Sono invece 7 i medici delle commissioni esaminatrici d’invalidità ai quali viene contestata pure la pesante accusa di associazione per delinquere. Si tratta di Giovanni Comitini, Carmelo Mandarà, Rosario Spadaro, Salvatore Pianeta, Carlo Tantillo, Giorgio Spadaro e Santa Fazzino, succedutisi nel tempo nelle varie commissioni mediche.

LEONTINI E MINARDO TRA GLI INDAGATI NONOSTANTE LE PROVE INAMMISSIBILI
La medesima accusa risulta a carico pure degli allora politici di spicco della provincia iblea Innocenzo Leontini e Riccardo Minardo, per i quali, lunedì scorso, i giudici del tribunale della libertà di Catania avevano rigettato l’appello proposto dall’allora procura di Modica sulla custodia cautelare, ritenendo inammissibili gli atti per un cavillo procedurale. «Ma anche in caso contrario – come aveva precisato l’avvocato Salvatore Campanella, legale di fiducia di Leontini – tali atti non avrebbero comunque giustificato accuse tanto pesanti in quanto fondati esclusivamente su una perizia redatta da un consulente che si è a suo tempo basato solo sui carteggi, senza sentire le parti in causa». In tal modo i giudici etnei avevano di fatto escluso la possibilità degli arresti per Leontini e Minardo.

GLI ALTRI INDAGATI E I 76 PROSCIOGLIMENTI
L’accusa di associazione per delinquere non viene contestata invece agli altri 25 medici che si sono succeduti nelle varie commissioni esaminatrici d’invalidità e che risultano però nel registro degli indagati che conta complessivamente 121 nomi rispetto agli originari 197, tenuto quindi conto della «scrematura» di 76 soggetti, in larga parte riconducibili alla schiera dei presunti falsi invalidi. La posizione delle persone prosciolte si è rivelata marginale. Ai 121 indagati sono nel frattempo stati notificati, ai rispettivi domicili, gli avvisi di conclusione delle indagini. I legali di fiducia avranno a questo punto 20 giorni di tempo per produrre eventuali memorie difensive a discolpa dei loro assistiti prima dell’udienza preliminare, ancora da fissare, dinanzi al gup. Tra gli indagati figurano pure dipendenti dell’Asp, una mezza dozzina di componenti dello staff delle allora due segreterie politiche di Minardo e Leontini, mentre sono stati nel frattempo prosciolti pure alcuni consiglieri comunali pro tempore di Ragusa, Modica e Ispica. Sono circa un centinaio invece i presunti falsi invalidi, accusati di concorso in truffa aggravata.

COME FUNZIONAVA LA PRESUNTA TRUFFA
La presunta truffa all’Inps si sarebbe concretizzata nella concessione indebita di pensioni di invalidità che non sarebbero spettate a coloro che ne avevano fatto richiesta sulla base di presunte dichiarazioni mendaci tramite il presunto «aiutino» di politici e medici conniventi, che avrebbero fornito una «spintarella» per scavalcare in graduatoria gli altri aventi diritto non facenti parte del presunto «giro» in cui tutti quanti avrebbero tratto guadagno.

QUEGLI APPUNTI SUI FOGLIETTI CON IL LOGO DEL SENATO DELLA REPUBBLICA
Gli utenti finali, ovvero i presunti falsi invalidi, si sarebbero assicurati agevolazioni fiscali per l’acquisto di farmaci o impianto di protesi, nonché pensioni di accompagnamento, esenzioni ticket ed iscrizioni nelle liste di collocamento di persone con disabilità. I medici presunti conniventi avrebbero tratto vantaggi in denaro o altro nell’espletamento delle loro funzioni in seno alla pubblica amministrazione per il presunto tramite dei politici che si sarebbero a loro volta assicurati migliaia di potenziali elettori i cui appunti, in riferimento all’avanzamento dell’iter procedurale delle varie «operazioni», o ancora incontri da fissare o persone da richiamare, sarebbero stati tra l’altro annotati in foglietti con il logo del Senato della Repubblica. L’operazione «Guido Tersilli» prende il nome dal personaggio di un film commedia di Alberto Sordi in cui l’attore interpreta un medico della mutua maneggione ed equivoco.