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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 579
RAGUSA - 20/01/2014
Cronache - I giudici del tribunale della libertà di Catania hanno giudicato le prove poco convincenti

Truffa Inps Leontini e Minardo: no arresti

La difesa ipotizza che il processo a carico dei suoi assisiti non sia neanche incardinato Foto Corrierediragusa.it

«Gli atti accusatori sono stati giudicati inammissibili per un cavillo procedurale ma, anche in caso contrario, non avrebbero comunque giustificato accuse tanto pesanti in quanto fondati esclusivamente su una perizia redatta da un consulente che si è a suo tempo basato solo sui carteggi, senza sentire le parti in causa». Si riassumono in queste parole dell’avvocato Salvatore Campanella le motivazioni che hanno indotto i giudici del tribunale della libertà di Catania a rigettare l’appello dell’allora procuratore di Modica Francesco Puleio sulla richiesta di misura cautelare a carico di Innocenzo Leontini e Riccardo Minardo (da sx nella foto), indagati assieme ad altri 195 soggetti nell’operazione «Guido Tersilli» della Guardia di finanza sulla presunta truffa dei falsi invalidi all’Inps per circa un milione di euro. In precedenza la stessa richiesta era stata rigettata dal gip dell’allora tribunale di Modica, che aveva respinto pure la richiesta di sequestro dei capitali a Leontini e Minardo nella misura del presunto danno erariale contestato e pari, come accennato, a circa un milione di euro. I giudici etnei, secondo l’avvocato Campanella e il suo collega Carmelo Scarso, hanno preso atto della « totale infondatezza dell’accusa, giudicata palese e neanche teoricamente ipotizzabile, puntando l’attenzione sulla totale assenza di falsi invalidi, circostanza che farebbe venir meno l’ipotesi di reato prospettabile di truffa». Alla luce di questi sviluppi, l’avvocato Campanella ipotizza che il processo a carico dei suoi assisiti non sia neanche incardinato.

Secondo la tesi difensiva, evidentemente condivisa dai giudici che hanno rigettato l’appello dell’allora procura di Modica per l’ottenimento della misura cautelare per Leontini e Minardo, varierebbero in alcuni casi solo le percentuali di invalidità, sulla base della perizia stilata (e ritenuta non sufficientemente probante dai giudici), che non determinerebbe lo spostamento da una fascia superiore a quella inferiore per i richiedenti dello status di invalidità. Secondo i giudici etnei, il consulente della procura non avrebbe mai né visto, né tantomeno visitato i presunti falsi invalidi, basandosi solo sulle carte del fascicolo per stilare la perizia, che, nell’opinione del collegio difensivo, sarebbe quindi fuorviante.

Una tesi condivisa dai magistrati che hanno fatto cadere pure la pesante accusa di associazione per delinquere, dal momento che i due ex politici di spicco della provincia iblea sarebbero sempre stati contrapposti dagli steccati dei rispettivi partiti di appartenenza. Ciò escluderebbe a priori ogni possibile accordo tra i due ex politici, facendo venir meno i presupposti per l’associazione a delinquere, come spiegato dall’avvocato Campanella in una memoria difensiva di 14 pagine. La presunta truffa all’Inps si sarebbe concretizzata nella concessione indebita di pensioni di invalidità che non sarebbero spettate a coloro che ne avevano fatto richiesta sulla base di presunte dichiarazioni mendaci.

Nel dettaglio i 197 indagati sono 74 tra medici e dipendenti dell’Asp, 9 tra politici, componenti dello staff pro tempore delle due segreterie politiche di Minardo e Leontini, nonché di consiglieri comunali pro tempore di Ragusa, Modica e Ispica. Tutti erano accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso ideologico. I 114 falsi invalidi erano invece accusati di concorso in truffa aggravata.