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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 393
RAGUSA - 13/01/2014
Cronache - I controlli della Finanza e degli ispettori della Banca d’Italia alla sede centrale

Controlli alla "Bapr": imprenditore estraneo ai fatti

Pure gli inquirenti lasciano intendere a denti stretti che la posizione di questo imprenditore sia marginale Foto Corrierediragusa.it

Da due settimane non si parla d’altro a Ragusa: i controlli della Finanza e degli ispettori della Banca d’Italia alla sede centrale della «Banca Agricola Popolare di Ragusa» continuano a suscitare l’interesse della gente, la cui curiosità si concentra sui nomi degli imprenditori coinvolti nell’indagine su una presunta violazione della normativa antiriciclaggio, uno dei quali intanto si chiama fuori. Mentre sulla vicenda pare essere calato il silenzio da parte degli investigatori, che continuano a mantenere un riserbo impenetrabile, anche dalla «Bapr» tutto tace. Nessun comunicato in merito alla vicenda è stato diramato dai vertici dell’istituto di credito più prestigioso ed importante della provincia iblea. Intanto resta sospeso il funzionario di fiducia che avrebbe omesso di segnalare alcune operazioni bancarie sospette alla Banca d’Italia, i cui ispettori, come accennato, hanno già ultimato tutti i controlli del caso, inviando la documentazione alla procura, che sta coordinando le indagini in parallelo, a quanto pare, con un altro filone d’inchiesta.

In particolare accessi a cassette di sicurezza non rendicontati e attivazioni di fidi e di linee di credito con cifre considerevoli sono oggetto dell’inchiesta. Restano congelati pure i capitali e i titoli di credito per circa un milione di euro, di cui ben 800mila in contanti contenuti in una cassetta di sicurezza intestata ad uno degli imprenditori ragusani, piuttosto noti, che risultano indagati. A questo proposito uno dei due imprenditori coinvolti nella vicenda, che preferisce mantenere per il momento l’anonimato nonostante il suo nome sia sulla bocca di tutti, come accennato assicura di essere estraneo ai fatti. L’imprenditore non si spiega come il suo nome sia stato associato a questa vicenda, e confida di non vivere più in maniera serena già dallo scorso Natale.

Pure gli inquirenti lasciano intendere a denti stretti che la posizione di questo imprenditore ragusano sia marginale in una vicenda che, a quanto pare, potrebbe riservare sviluppi eclatanti sui quali le stesse Fiamme gialle non intendono per ora sbilanciarsi.