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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1182
RAGUSA - 12/01/2014
Cronache - I controlli della Finanza alla "Banca agricola popolare di Ragusa"

"Banca Agricola Popolare di Ragusa": congelati contanti e titoli per un milione

Non si escludono sviluppi eclatanti Foto Corrierediragusa.it

L’istituto di credito più importante e prestigioso della provincia iblea, la «Banca agricola popolare di Ragusa» (nella foto la sede centrale di Ragusa), passato ai raggi x dalla Guardia di finanza, un funzionario di fiducia sospeso, capitali liquidi e titoli di credito per circa un milione di euro congelati, controlli incrociati degli ispettori della Banca d’Italia giunti da Catania e un paio di noti imprenditori ragusani coinvolti. Non manca proprio nulla nell’indagine delle Fiamme gialle su presunte violazioni della normativa antiriciclaggio scaturite da operazioni bancarie sospette e non segnalate alla Banca d’Italia. Accessi a cassette di sicurezza non rendicontati e attivazioni di fidi e di linee di credito con cifre considerevoli sono oggetto dell’inchiesta di cui nulla trapela dagli inquirenti. L’unico dato certo è che i controlli della Finanza e l’ispezione della Banca d’Italia hanno riguardato la «Banca agricola popolare di Ragusa», con il congelamento, tra l’altro, di 800mila euro in contanti depositati in una cassetta di sicurezza da uno degli imprenditori indagati.

Un’operazione sospetta non segnalata per legge dal funzionario della banca, di conseguenza sospeso in via cautelativa. Non si escludono sviluppi eclatanti.

LE INDAGINI ALLA FASE EMBRIONALE
La «Banca Agricola Popolare di Ragusa» destinataria di controlli (alcuni di routine) della Guardia di finanza e a seguito dei quali lo stesso istituto di credito ha adottato un provvedimento interno volto alla sospensione, in via cautelativa, di un funzionario per la presunta violazione della normativa sull’antiriciclaggio. Le circostanze, tutte da verificare, sarebbero emerse nel corso di indagini svolte dal Comando provinciale delle Fiamme gialle che avrebbe riscontrato presunte irregolarità in alcune operazioni che avrebbero dovute essere segnalate dalla «Bapr» alla Banca d’Italia in base alla stringente normativa antiriciclaggio. Tra le presunte irregolarità ci sarebbero accessi non rendicontati a cassette di sicurezza, accensione di fidi di rilevante entità, ma garantiti in modo non regolare. L´autorità giudiziaria ha chiesto alla Banca d´Italia di approfondire le indagini tecniche per verificare l´assolvimento dell´obbligo da parte del funzionario delle segnalazioni, che, da quanto sembra emergere, pare comunque non siano state effettuate. La Banca d’Italia ha inviato gli ispettori da Catania i quali hanno effettuato tutti i riscontri del caso spiegati in una documentazione consegnata alla Procura, nell’ambito di una inchiesta dai contenuti più ampi e che comprenderebbe una serie di accurate indagini su alcuni imprenditori che avrebbero portato a termine alcune operazioni bancarie che non sarebbero state segnalate dal funzionario della filiale. Le posizioni di almeno un paio di questi imprenditori, a quanto pare entrambi ragusani, apparirebbero delicate nell’ambito dell’indagine.

Le ipotesi di reato prospettabili sono evasione fiscale e riciclaggio. Intanto la «Bapr» resta sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti al fine di accertare se la banca abbia fatto passare sottotraccia queste operazioni sospette in maniera consapevole oppure se si sia trattato di mera imperizia addebitabile al funzionario sospeso in via cautelativa.