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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:15 - Lettori online 925
RAGUSA - 12/12/2013
Cronache - La consigliere comunale Elisa Marino parla di vicenda confusa

Comune toglie chiavi, Ragusa senza piscina

Il Coni non ha rinnovato la convenzione alla Multiservizi scaduta ad ottobre e stipuluta prima che si dimettesse Dipasquale. La Gdf indaga perché si sarebbe dovuto procedere con una gara pubblica
Foto CorrierediRagusa.it

La piscina comunale di Ragusa chiude. Il comune capoluogo non dispone attualmente della struttura di contrada Selvaggio. E molti utenti che frequentavano per attività agonistica o per necessità fisica, dovranno dirottarsi verso altre discipline. Un danno di sicuro e una cattiva immagine per la città.

L’amministrazione guidata da Federico Piccitto ha tolto le chiavi alla «Ragusana Multiservizi» che ha gestito l’impianto sportivo dal 2009 in virtù di convenzioni privatistiche stipulate tra il Coni di Ragusa e la stessa società. Non essendo stata fatta in passato nessuna gara d’appalto da parte dei due enti-stazioni appaltanti (Comune e Coni in quanto ente pubblico), è doveroso dire, anche, che ci sono in corso indagini della Guardia di finanza di Ragusa per accertare eventuali irregolarità di tipo amministrativo o altro. Da qui, forse, la prudenza improvvisa a non rinnovare la convenzione scaduta nell’ottobre 2013. Per una gara d’appalto potrebbero trascorrere circa 3/4 mesi. Non vale la pena rischiare con un’altra convenzione.

Elisa Marino, consigliere comunale del Gruppo misto, intervenendo sul caso in maniera accorata, parla di «confusione sovrana» e di disattenzione della giunta Piccitto sulla delicata questione «molto grave perché- a suo dire- pur a fronte di una intesa che era stata raggiunta con il Coni tempo addietro, si è preferito fare saltare tutto in aria non si sa bene sulla scorta di quale principio».

I principi che hanno fatto scattare la confusione, evidentemente, sono quelli che abbiamo riportato sopra. Tra firmare una convenzione irregolare al posto di una gara d’appalto, con il rischio di finire sotto inchiesta, meglio stare qualche mese «senza nuotare» in attesa di fare tutto in maniera oculata. Probabilmente la giunta Piccitto avrebbe dovuto vigilare di più sulla vicenda della piscina comunale, partendo dalla prima convenzione firmata nel 2009 e rinnovata nel 2012, proprio negli ultimissimi giorni dell’amministrazione guidata da Nello Dipasquale, dimessosi per tentare con successo la scalata all’Ars. Quando potrà riaprire la piscina? Quando sarà fatta una gara d’appalto (non più convenzione privata) per dare in gestione la struttura.