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RAGUSA - 30/11/2013
Cronache - Clamorosi sviluppi dopo le perquisizioni negli studi professionali della Finanza e della Polizia

Arresto Calcaterra, le aste non c´entrano

Il difensore Gulino: «L’avv. Calcaterra si è dichiarato «not guilty» (non colpevole)»
Foto CorrierediRagusa.it

Le notizie date a seguito delle modalità dell’arresto dell’avvocato Giovanni Calcaterra a Malta, hanno provocato la reazione dell’avvocato difensore Gianluca Gulino. Il difenore scrive per spiegare che le aste giudiziarie di cui si parla non c’entrano niente con l’arresto di Giovanni Calcaterra.

«Trovo imprescindibile- scrive l’avvocato Gulino- ad esclusiva tutela della dignità del mio assistito e della sua famiglia, fornire alcune doverose precisazioni. Il suo trattenimento coatto nell’isola di Malta non ha nulla a che fare con la cosiddetta «inchiesta sulle aste giudiziarie» che tanto rilievo ha avuto in questi giorni nei mezzi di informazione, men che meno con l’indagine che è seguita all’indomani della triste morte di Giovanni Guarascio.

L’avvocato Calcaterra è stato trattenuto contro la sua volontà ad opera delle Autorità maltesi perché incolpato di aver utilizzato fraudolentemente, a Malta, documentazione bancaria apocrifa e per ivi aver acquistato banconote falsificate. Trattasi di provvedimento coercitivo di natura pre-cautelare di esclusiva competenza maltese, per nulla riconducibile alla giustizia italiana. Detto questo, va precisato che per il sistema processuale maltese l’adozione di una misura pre-cautelare non passa attraverso la valutazione degli indizi di colpevolezza ad opera di un giudice terzo. Il giudice, nella prima fase del procedimento, quale è quella che riguarda il mio assistito, non entra nel merito delle accuse, dovendosi limitare a prendere atto delle stesse e decidere, in base al tipo di accusa ed alla persona dell’accusato, se questi possa essere processato a piede libero ovvero in stato custodiale.

Nel caso dell’avvocato Calcaterra l’unica ragione che ha imposto al giudice di non adottare la libertà su cauzione è il suo stato di cittadino straniero, con l’intrinseco pericolo di fuga che ne deriva. Infatti, nei confronti dell’altra persona alla quale si muovono le stesse accuse, un cittadino maltese, non è stata adottata alcuna misura restrittiva in considerazione dei suoi collegamenti stabili con lo Stato procedente. In buona sostanza, la misura restrittiva adottata non offre alcuna cifra corretta circa la fondatezza delle accuse, accuse che si provvederà a confutare nel prosieguo del procedimento; accuse nei confronti delle quali – è bene dirlo – l’avv. Calcaterra si è dichiarato «not guilty» (non colpevole)».

L´INIZIO DEL PROCESSO MALTESE A CARICO DELL´AVVOCATO CALCATERRA

Si è conclusa la prima udienza del processo a carico dell’avvocato ragusano di 45 anni Giovanni Calcaterra (foto), assistito dall’avvocato ragusano Giancluca Gulino e da un legale maltese. Il giudice maltese ha confermato la custodia cautelare contestando i reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione e spendita di banconote e valori; truffa ai danni dell’Unione Europea e dell’Italia; false dichiarazioni rese al giudice maltese. La prossima udienza è stata fissata per il mese di gennaio 2014. Il che significa che l’avvocato ragusano dovrà trascorrere il Natale in un carcere maltese, che a detta degli inquirenti italiani che hanno avuto modo di osservare, si tratta di celle che non superano i 4 metri quadri. Nel sistema giudiziario maltese non sono previsti gli arresti domiciliari e in carcere in attesa della sentenza definitiva si può rimanere fino a 20 mesi. Le indagini italiane sono condotte dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza, dalla Squadra mobile e dalla Sezione giudiziaria della Polizia di Stato di Ragusa.

LA NOTIZIA DELL’ARRESTO DEL PROFESSIONISTA RAGUSANO
Massimo riserbo dagli organi inquirenti ragusani, ma la notizia rimbalza da Malta di primo mattino con la velocità di un tornado. L’avvocato ragusano Giovanni Calcaterra, 45enne, coinvolto nell’indagine sulle aste giudiziarie, è stato arrestato a Malta ieri e oggi è già sotto processo per frode fiscale e riciclaggio, reati commessi in territorio maltese. La materia scottante di cui si discute in questi giorni, è seguita in prima persona dal sostituto procuratore Marco Rota, che tiene continuamente informato il procuratore capo della Repubblica Carmelo Petralia. Malta non è l’Italia, lì ci si ritrova in carcere prim’ancora di commettere il reato.

Sono gli sviluppi delle recenti perquisizioni domiciliari e anche dei luoghi di lavoro di alcuni studi associati di Ragusa effettuate due settimane fa dalla Guardia di finanza e dalla Squadra mobile di Ragusa, fra cui quello dello studio Calcaterra sito in viale Tenente Lena, quasi di fronte dal Comando provinciale della Finanza.

L’inchiesta come si sa, ha aperto una pista che conduce a Malta. I finanzieri hanno segnalato alla Polizia maltese l’attività dell’avvocato Calcaterra che è stato controllato e arrestato. E’ probabile che il professionista coinvolto in primo piano nell’indagine, già controllato nei movimenti da Guardia di finanza e Polizia ,si sia recato nell’isola dei Cavalieri proprio per affari legati alla vicenda delle aste giudiziarie. Lì sarebbe stato fermato dagli inquirenti maltesi e arrestato. La Guardia di finanza di Ragusa segue l´evolversi del processo in stretta collaborazione con i colleghi maltesi.

Il caso delle aste giudiziarie, come si ricorderà, è salito alla ribalta dopo il suicidio di Giovanni Guarascio, il muratore che si è dato fuoco davanti all’ufficiale giudiziario che gli stava notificando lo sfratto. Di recente, invece, lo sciopero della fame dell’imprenditore Angelo Giacchi, uno degli 800 imprenditori in lista a cui togliere beni immobili, ha accelerato l’inchiesta e fatto scoprire che dietro la vendita delle aste c’è qualcosa di marcio che va immediatamente fermato prima che si verifichino altri drammi proprio in questo momento di crisi economica senza precedenti.