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RAGUSA - 23/10/2013
Cronache - Gli esiti dell’interogatorio di garanzia dinanzi al magistrato

Omicidio: restano in carcere Caruso e Scatà

I tre, vecchi compagni di bevute e bagordi, si erano dati appuntamento in un bar di piazza Libertà per discutere di un episodio mai dimenticato nonostante risalisse ben tre anni fa
Foto CorrierediRagusa.it

Ha ammesso pure dinanzi al magistrato di essere stato l´autore dell´omicidio dell´ex cameriere 63nne Salvatore Di Grandi il barista ragusano 38enne Giovanni Caruso. L´uomo, già reo confesso con la polizia, ha ribadito la sua versione pure al gip. Si è invece dichiarato estraneo ai fatti il muratore 48enne Alfredo Scatà, ritenuto essere dagli inquirenti il complice di Caruso. Entrambi restano rinchiusi in carcere, come deciso dal magistrato. Intanto nelle prossime ore sarà effettuata l´autopsia sul cadavere del 63enne, raggiunto alla testa da un proiettile sparato da una pistola di piccolo calibro dallo stesso Caruso mentre era alla guida dell´auto in via Rumor.

LA CRONACA DI UN OMICIDIO ANNUNCIATO
Omicidio su un’auto in corsa per una vecchia umiliazione. Uno dei due passeggeri seduto sul sedile posteriore spara con la mano sinistra due o tre colpi di pistola di piccolo calibro alla nuca del guidatore e al contempo tira il freno a mano con la destra, facendo schiantare la «Fiat Punto» a 40 km/h contro un muro in via Rumor, zona periferica di Ragusa. E’ la dinamica del delitto di venerdì sera il cui autore, reo confesso, è stato arrestato assieme al complice dalla Sezione volanti della Polizia coordinata dal dirigente Antonino Ciavola. Un caso risolto in meno di quattro ore. Il colpo di pistola è stato esploso dal ragusano Giovanni Caruso, 38 anni, barista incensurato, con la connivenza di Alfredo Scatà, 48 anni (da sx nella foto con la scena del crimine e con al centro la vittima Salvatore Di Grandi), muratore, già noto per il tentato omicidio del cognato. Entrambi, Caruso in particolare, nutrivano vecchi rancori con la vittima, il 66enne incensurato di Ragusa Salvatore Di Grandi, cameriere con un passato di pasticcere, separato e padre di due figli. I tre, vecchi compagni di bevute e bagordi, si erano dati appuntamento in un bar di piazza Libertà per discutere di un episodio mai dimenticato nonostante risalisse ben tre anni fa, quando l’assassino offese per futili motivi in un bar Di Grandi, che si tolse una scarpa e la posò sul bancone vicino al bicchiere di Caruso, sbeffeggiandolo.

L’uomo non gradì, covando per anni un rancore mai sopito. Dopo mesi che non si vedevano, Caruso ha dato appuntamento a Di Grandi ieri sera al solito bar, presentandosi assieme a Scatà. Dopo un’abbondante bevuta c’è stato il giro in macchina con la lite sfociata nell’omicidio, che, stando a quanto confessato dall’assassino alla polizia, era programmato da tempo. I due arrestati devono rispondere di omicidio volontario in concorso con l’aggravante della premeditazione e porto abusivo di armi. In casa di Caruso la polizia ha trovato altre due pistole.