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RAGUSA - 01/10/2013
Cronache - Le condizioni dei migranti feriti

Eritrei tentano fuga dal "Civile". Ai siriani il business viaggi

Migliorano le condizioni cliniche dell’eritreo sbarcato lunedì a Sampieri assieme a circa 200 connazionali

Neanche una gamba ingessata e i sintomi da broncopolmonite spengono nei migranti l’esigenza di fuggire. Cinque dei circa 200 clandestini dello sbarco di lunedì a Sampieri costato la vita a 13 di loro hanno tentato di scappare dall’ospedale «Civile» di Ragusa. Del quintetto, tra cui una donna quasi impossibilitata a muoversi, solo uno è riuscito a far perdere le tracce. Migliorano intanto le condizioni cliniche dell’eritreo sbarcato lunedì a Sampieri assieme a circa 200 connazionali, 13 dei quali morti annegati, che era stato trasferito in emergenza con l’elisoccorso all´ospedale «Cannizzaro» di Catania per i gravi sintomi di asfissia da annegamento. Si tratta di un 30enne, giunto in condizioni gravi perché disidratato e in ipotermia. Anche lui nello sbarco ha rischiato di morire annegato, come testimoniato dalle gravissime condizioni in cui era stato subito trasferito a Catania in elisoccorso. Per fortuna, come accennato, adesso il paziente è vigile e cosciente, sotto cosante osservazione dei medici nel reparto di medicina e chirurgia d’urgenza dell’ospedale etneo, in attesa di ulteriori miglioramenti del quadro clinico. Restano invece gravi le condizioni dell’altro eritreo 25enne ricoverato al «Garibaldi Nesima», sempre a Catania, per il forte trauma cranico e cerebrale con emorragia interna riportato dopo essere stato travolto da un’auto mentre camminava lungo la provinciale 43.

Il migrante versa in coma farmacologico e la sua vita è appesa a un filo, attaccata alle macchine della rianimazione. L’eritreo, che in un primo momento era stato ricoverato d’urgenza al «Maggiore» di Modica, era stato trasferito in elisoccorso a Catania nella prima serata di lunedì dopo il drastico peggioramento delle condizioni cliniche, che permangono gravi ma stabili. Intanto si è ancora alla ricerca del pirata della strada che ha investito il giovane eritreo senza fermarsi a prestare soccorso. L’indagine è condotta dalla polizia locale di Modica che sta esaminando alcuni elementi forniti dai testimoni, tra cui due connazionali che a piedi stavano cercando di raggiungere Modica insieme allo sfortunato compagno di viaggio investito in pieno a quanto pare da un’auto di piccola cilindrata di colore nero, forse una citycar. I testimoni avrebbero fornito pure una sommaria descrizione del conducente a carico del quale sono ipotizzabili le accuse di omissione di soccorso e lesioni personali colpose.

Tornando agli altri sei feriti, le loro condizioni non destano preoccupazioni, a parte qualche leggera insufficienza respiratoria. Si tratta di 4 uomini e 2 donne di età compresa tra i 25 e i 35 anni ricoverati negli ospedali di Ragusa, Modica e Vittoria. Una delle due donne si sospettava fosse in stato di gravidanza, ma gli esami ginecologici hanno poi dato esito negativo. Tutti saranno dimessi nelle prossime ore. Sono oltre 20 i clandestini ritrovati in queste ore per le strade dei vari comuni iblei e portati nella struttura del porto, dove si trovano pure 16 minori, molti dei quali sono rimasti senza genitori, alcuni morti annegati nel tragico sbarco

Per quanto riguarda invece la dinamica dello sbarco tragico, una novità assoluta è data dalla composizione quasi del tutto siriana dell’equipaggio. «Di solito – spiega il dirigente della Squadra mobile Francesco Marino – sono stati i libici o gli egiziani, due dei quali comunque facenti parte del gruppo di sette scafisti arrestati, ad organizzare i viaggi della speranza dalla Libia. Adesso invece si registra per la prima volta uno sbarco ad opera di siriani, che potremmo definire esordienti, con gli esiti drammatici che sono sotto gli occhi di tutti. Segno questo – conclude Marino – che qualcosa sta cambiando nell’organizzazione dei viaggi della speranza, con libici ed egiziani che stanno concedendo spazio ai siriani perché forse non considerano più così lucroso il business dei viaggi della speranza, anche a causa della perdita di uomini, mezzi e denaro scaturita dagli arresti e dai sequestri di navi portati a buon fine nei mesi scorsi».