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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 671
RAGUSA - 29/08/2013
Cronache - Sotto sequestro 90 scatole di balocchi non a norma

Giocattoli cinesi pericolosi sequestrati

Tra i vari giochi presenti anche diverse scatole di brutte copie dei celebri mattoncini assemblabili Danesi Foto Corrierediragusa.it

I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e sanità di Ragusa unitamente a quelli della Stazione Principale hanno oggi sequestrato novanta scatole di giochi ed elevato un verbale di mille euro. Nell’ambito del rafforzamento dei controlli voluto dal Comando Provinciale ibleo in occasione delle celebrazioni del Patrono San Giovanni, dopo il blitz di ieri sulla vendita ambulante di armi bianche (vedi articolo sotto), i militari della Stazione di Ragusa Principale si sono consorziati con quelli del Nas che avevano ricevuto la segnalazione da parte di un consumatore che aveva acquistato un giocattolo di scarsissima qualità. Il controllo s’è dipanato dal ponte di via Monsignor Angelo Rizzo e s’è subito bloccato alla prima bancarella di giocattoli. Ne sono stati infatti notati moltissimi in bella vista assolutamente privi di indicazioni riguardanti il fabbricante e/o l’importatore, senza aver riportata una sola parola in italiano e, anzi, con il logo «Ce» probabilmente artefatto.

Tra i vari giochi presenti anche diverse scatole di brutte copie dei celebri mattoncini assemblabili Danesi, ormai divenuti imitatissimi, ovviamente senza il logo quadrato rosso ufficiale, sennò si sarebbe verificato un reato di marchio falso. Le scatole e i giocattoli sono stati minuziosamente vagliati uno a uno dai militari che hanno messo da parte novanta scatole prive dell’etichetta e delle indicazioni in lingua italiana previste dal codice del consumo. I novanta giochi sono stati impacchettati e sottoposti a sequestro e non potranno altro che essere distrutti al termine del procedimento amministrativo che ha visto destinatario di una sanzione da più di mille euro il titolare dell’esercizio, un cinese quarantenne da Catania. I militari proseguiranno i controlli fino al termine della fiera, al fine di garantire, soprattutto ai più piccoli la possibilità di giocare sereni e senza rischio alcuno.

DUE DENUNCE E 53 COLTELLI SEQUESTRATI
Due persone sono stete denunciate per vendita ambulante illegale di armi dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa, che hanno sequestrato complessivamente 53 coltelli di diversi tipi e forme. I carabinieri di Ragusa, su indicazione del Comandante Provinciale, Colonnello Salvatore Gagliano, si sono vestiti in abiti civili e mescolati alla folla, al fine di reprimere i reati in occasione del notevole assembramento di persone che si verifica per la fiera di San Giovanni, con centinaia di bancarelle e qualche migliaio di persone che passeggiano spensieratamente, a rischio di furti con destrezza (borseggi) in danno di persone chine ad osservare la merce esposta o distratte nel chiacchiericcio con gli amici. Nella rete dei carabinieri iblei sono caduti due commercianti titolari d’impresa individuale sorpresi a vendere armi bianche.

Il primo, lungo la via Monsignor Angelo Rizzo, un agrigentino 50enne, aveva sul proprio banco, esposti in bella vista, 16 coltelli tipo «balisong» ovvero quelli noti come butterfly o farfalla e due coltelli a spinta, noti come «pusher». Entrambi i generi sono ritenuti armi e non coltelli da lavoro, poiché la loro naturale destinazione non è legata alle attività dell’uomo ma è l’offesa della persona. Particolarmente micidiali i pushers che hanno l’impugnatura perpendicolare alla lama, che quindi fuoriesce tra l’indice e il medio. Il commerciante è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Ragusa per commercio ambulante di armi, pratica assolutamente vietata dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Poco dopo, percorrendo la via Tenente Emanuele Lena, i militari notavano sparpagliati alla rinfusa su un banchetto alcune decine di coltelli, 13 a molla, ovvero dotati di un pulsante che rilascia la lama facendola uscire di scatto, arma particolarmente subdola poiché impiegabile con una sola mano, e ventidue «normali» a serramanico. Quest’ultimi certo impiegabili per sbucciare una mela, senza commettere alcun reato, se non fosse che il commerciante, alla richiesta di esibire la licenza per la vendita di strumenti da punta e da taglio atti ad offendere, ha allargato le braccia ammettendo candidamente di non averla… Per lui, un 26enne bengalese regolarmente residente a Palermo, doppia denuncia, oltre che per commercio ambulante di armi relativamente alle tredici «mollette», anche per vendita di strumenti da punta/taglio senza avere la licenza.

Complessivamente rischiano fino a 12 mesi il primo e fino a 15 il secondo, certo la condizione di assoluta incensuratezza li potrà aiutare davanti al magistrato, ma è vero che con un po’ di accortezza in più si sarebbe potuto evitare.