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RAGUSA - 22/08/2013
Cronache - Il bambino, che si chiama Lupo, è stato trasferito al "Cannizzaro" di Catania

Il figlio di Montezemolo si ustiona

"Il bambino non è in prognosi riservata - ha detto il direttore dell’Unità Operativa centro Grandi Ustionati dell’ospedale etneo prof. Giorgio Stracuzzi - e le ustioni riguardano una zona limitata del corpo" Foto Corrierediragusa.it

Il figlio di 3 anni del presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo (foto), si è ustionato ieri a tarda sera a bordo dello yacht "Mahraba", ormeggiata da qualche giorno nel porto turistico di Marina di Ragusa, riversandosi addosso una pentola di acqua calda. Il bambino, che si chiama Lupo, e´ stato trasportato d´urgenza in ambulanza nel pronto soccorso del "Civile" di Ragusa: presentava ustioni di primo e secondo grado nel 20/25 per cento del corpo e i medici hanno deciso di trasferirlo in elisoccorso nel centro gravi ustionati di Catania dell´ospedale "Cannizzaro". Padre e madre si trovano in ospedale.

Il piccolo figlio di Luca di Montezemolo non é comunque in gravi condizioni. Ha subito ustioni di primo e secondo grado sul 10 per cento della superficie corporea: all´emitorace, al braccio e all´avambraccio sinistri e al dorso. Ora è ricoverato in terapia intensiva, su un letto speciale e in un ambiente sterile. I medici si riservano una diagnosi definitiva tra qualche giorno. Si prevede che il bambino resterà ricoverato circa una settimana. Accanto al piccolo vi sono il padre e la madre.

"Il bambino non è in prognosi riservata - ha detto il direttore dell´Unità Operativa centro Grandi Ustionati dell´Ospedale Cannizzaro prof. Giorgio Stracuzzi - e le ustioni riguardano una zona limitata del corpo. E´ vigile, sta bene e non ha nessun problema. Ora occorre aspettare dai tre ai cinque giorni per vedere l´evoluzione perché talvolta ustioni che all´inizio sembrano superficiali possono diventare pericolose".

"Penso che tra una o due medicazioni - ha aggiunto - avremo il quadro completo sia per quello che riguarda la diagnosi sia per una eventuale dimissione. Normalmente i pazienti li teniamo una settimana quando non ci sono complicanze di tipo infettivo e le ustioni non diventano di terzo grado. Seguiremo una terapia di reintegrazione dei liquidi una prima fase - ha concluso Stracuzzi - e poi faremo medicazioni locali. Domani faremo la prima e a quel punto potrò essere più preciso per quanto riguarda la diagnosi di profondità e l´eventuale guarigione".