Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 787
RAGUSA - 09/08/2013
Cronache - La banda si era tenuta il gps utilizzato dai Carabinieri per individuarli conducendoli nel covo

VIDEO - Mezzo milione di euro in 3 anni di furti

Una costosa attrezzatura degna dei migliori ladri di gioielli quella utilizzata dalla banda che invece rubava più modestamente prodotti per la casa dalle abitazioni e gasolio agricolo e fitofarmaci dalle aziende
Foto CorrierediRagusa.it

Erano così patiti di tecnologia che i sei componenti della banda dedita ai furti in aziende agricole e villette della provincia di Ragusa si erano tenuti pure il gps che i Carabinieri avevano piazzato sotto la loro auto per individuare la base operativa.



Invece di liberarsi quindi del localizzatore dopo averlo scoperto, i ladri non avevano resistito alla tentazione di inserirlo tra la costosa attrezzatura che utilizzavano per i furti, conducendo di fatto i carabinieri nel loro covo. I militari hanno scoperto ricetrasmittenti e persino un visore notturno di tipo militare. Una costosa attrezzatura degna dei migliori ladri di gioielli quella utilizzata dalla banda che invece rubava più modestamente prodotti per la casa dalle abitazioni e gasolio agricolo e fitofarmaci dalle aziende, riuscendo ad accumulare in tre anni una refurtiva del valore di circa mezzo milione di euro che poi rivendevano agli agricoltori a prezzi stracciati.

Un tentato omicidio rimasto segreto per un anno è stato comunque la chiave di volta del blitz della notte scorsa operato dai Carabinieri di Ragusa e Vittoria, che ha portato in carcere 6 persone, tutte vittoriesi e tutte pregiudicate, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata ai furti nelle aziende agricole ma anche nelle imprese e negli appartamenti. In carcere sono finiti Giuseppe Giordanella, 35 anni; Gianluca Rotante, 36 anni, Giambattista Sauna, 35 anni; Ignazio Lorefice, 53 anni; Giuseppe Giliberto, 54 anni e Giuseppe Avola, il più anziano del sodalizio criminale, 67 anni. Nei loro confronti il gip Claudio Maggioni ha firmato la richiesta di carcerazione fatta dal procuratore capo Carmelo Petralia e dal sostituto Federica Messina, che avviò le indagini subito dopo la sparatoria compiuta per eliminare Giuseppe Giordanella. Era la fine di giugno del 2012 quando in territorio di Acate ignoti scaricarono i proiettili di una revolver all’indirizzo di Giordanella. Spari ad altezza d’uomo, per uccidere, che la vittima schivo andando a riparare direttamente presso la caserma dei militari di Acate.

La versione dei fatti raccontati dall’uomo, venne ritenuta dai carabinieri fuorviante e discordante, ma la matrice apparve subito chiara agli inquirenti: quel tiro al bersaglio mancato aveva un chiaro movente intimidatorio, un vero e proprio regolamento di conti, maturato in ambienti criminali che i carabinieri da quella data hanno cominciato a scandagliare fino a giungere all’operazione denominata “Clepto”.

Dietro quel mancato omicidio, c’era l’attività di furti molto fiorente perpetrata nei comuni di Comiso, Scicli, Donnalucata e Vittoria. Un lavoro compiuto con ottimi attrezzi atti allo scasso: flessibili a disco rotante, cannelli ossidrici, grimaldelli, passamontagna, sottocaschi, radio trasmittenti, visore notturno. Una gang molto professionale! Ma anche un po’ maldestra se è vero l’ipotesi che il gruppo era entrato in possesso di un gps in dotazione ai carabinieri attraverso il quale i militari avrebbero ascoltato intercettazioni inequivocabili.

Le successive attività investigative permettevano di acclarare ed ipotizzare l’esistenza di un gruppo criminale organizzato e da tempo attivo nel territorio della provincia di Ragusa, dedito, in particolare, alla programmazione e realizzazione di furti presso aziende artigianali ed industriali, nonché abitazioni. Contestualmente veniva, altresì, delineato il modus operandi della “banda”, il che consentiva di individuare anzitutto la base logistica del gruppo, i mezzi utilizzati per compiere i colpi, oltre che accertare la frequenza ed assiduità dei contatti intrattenuti tra i correi, i ruoli ricoperti ed i compiti affidati a ciascuno dei partecipi, le tecniche utilizzate in occasione della realizzazione dei furti (la strumentazione che il gruppo ha nella sua disponibilità – flessibili a disco rotante, cannelli ossidrici, grimaldelli, passamontagna, sottocaschi, radio trasmittenti, visore notturno – rivela peraltro la spiccata professionalità delinquenziale dei suoi membri).

I furti venivano perpetrati su tutto il territorio della provincia iblea ed in particolare, quelli a riscontro dell’attività d’indagine, nei Comuni di Comiso, Scicli(frazione Donnalucata) e Vittoria, per un danno complessivo che si aggira sulle svariate migliaia di euro. Per farsi un’idea del lucroso traffico, va detto che durante l’esecuzione dei provvedimenti, nel corso della contestuale perquisizione, è stato sequestrato un ingente quantitativo di prodotti per l’agricoltura – fitofarmaci – di presumibile provenienza illecita, che immessi sul mercato avrebbero fruttato al gruppo circa 10mila euro.

Le indagini non sono finite. Il capitano Carmine Gesualdo, comandante del Nucleo investigativo di Ragusa, e del capitano Francesco Soricelli, comandante della Compagnia di Vittoria, mirano a far luce sugli autori del tentato omicidio del 2 giugno, del quale è stato detto pochissimo per non allertare gli autori del gravissimo episodio, e sulla possibile ricettazione del materiale rubato, gasolio, fotofarmaci e quant’altro, rivenduto successivamente in nero a minor prezzo ma sempre redditizio per i criminali.

Va detto anche che l’attività di contrasto ai reati contro il patrimonio a livello provinciale, ed in particolare dei furti in abitazione e nelle aziende agricole ed artigianali, sia in fase di prevenzione che di repressione, traeva ulteriore impulso in conseguenza del crescente allarme sociale determinato dal preoccupante aumento di tali crimini anche a causa della perdurante crisi economica e dalle decisioni prese in sede dei numerosi Comitati dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica indetti dal prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè.

Nella foto in alto da sx Giordanella, Avola, Giliberto, Lorefice, Rotante e Sauna