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RAGUSA - 30/06/2013
Cronache - Ad appiccare le fiamme nella riserva è stato un piromane

Il rogo di Chiaramonte ha lambito una casa

Una lingua di fuoco si è sospinta in direzione d’abitazione privata. L’intera famiglia, si è prodigata con ogni mezzo per salvare la casa
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato un sabato da incubo per gli uomini dell´antincendio e della locale protezione civile che hanno dovuto fronteggiare ben quattro incendi. Ormai è dato per scontato che ha mettere così a dura prova questi uomini è un piromane che conosce bene il territorio e le vie di fuga. Una sfida di una mente malata alla sua stessa comunità, che si trova di fronte ad un soggetto in grado di devastare intere aree boschive, spingendosi fin dentro la cittadina, con i ripetuti tentativi da bruciare i secoli pini del «boschetto» di Via Gulfi. Nella mattinata di sabato il primo incendio è stato segnalato nella valle di Chiaramonte Gulfi. Sul posto la Forestale e i volontari della Protezione Civile che dopo qualche ora sono riusciti a domare le fiamme. Poche ore dopo, nel primo pomeriggio, un altro incendio. Stavolta il fuoco è stato appiccato sul ciglio di una strada interpoderale fin dentro l’area forestale del Monte Arcibessi.

Le fiamme, sospinte dal vento, si sono propagate con gran velocità. Il tempestivo intervento di tutti gli uomini dell´antincendio ha evitato il peggio con la distruzione di tutto il bosco dell’Arcibessi. Una lingua di fuoco però si è sospinta in direzione d’abitazione privata (foto). L’intera famiglia, si è prodigata con ogni mezzo per salvare la casa. Ma se non fosse stato per il successivo intervento di ben tre squadre non sarebbe stato possibile evitare il peggio. Sono stati momenti drammatici, ma per fortuna tutto è andato al meglio. Poco dopo un altro incendio è stato segnalato sempre al «boschetto» e poi in C.da Orto Rabito, quasi subito domanti. Un vero assalto, insomma, al territorio. Anche nei giorni scorsi questa mano criminale ha provato a distruggere un altro pezzo di bosco di Contrada Santissimo, proprio dove, il 24 giugno, era andata in fumo una vasta area boschiva. Si disse allora che l’incendio era stato causato da un petardo sparato in occasione della festa di San Giovanni. Ipotesi questa che ora è scartata, visto come stanno andando le cose a Chiaramonte Gulfi.

L’azione di questo piromane sta mettendo a dura prova tutto l’apparato antincendio che sta reagendo con grande professionalità e ora, come non mai, è elevato agli allori per come fronteggia l’emergenza. Anche i Carabinieri e i Vigili Urbani stanno operando con dispiego d’uomini per identificare il folle autore di tutti questi incendi. Da un’indiscrezione pare proprio che stiano sulle loro tracce. Ma, ovviamente, mantengono il massimo riserbo. Anche il Sindaco di Chiaramonte Gulfi Vito Fornaro è in prima linea e che sta seguendo passo passo questa difficile situazione. Il primo cittadino ci diceva che Carabinieri e Vigili Urbani stanno monitorando tutto il territorio e che occorre anche la massima attenzione da parte dei cittadini che sono invitati a segnalare con tempestività ogni movimento sospetto. Intanto, ha poi aggiunto, Fornaro, sono stati intensificati i controlli per identificare questo soggetto malato.

VASTO INCENDIO AI CONFINI TRA ISPICA E PACHINO
Ha divorato decine di ettari di macchia mediterranea e alberi secolari di carrubi e ulivi il grosso incendio divampato ieri in tarda mattinata nelle campagne ispicesi, tra Pantano Secco e Bufali Marza. Per parecchie ore le fiamme hanno impegnato due squadre di vigili del fuoco del comando provinciale e del distaccamento di Modica e una squadra della Forestale. Il rogo si è poi incanalato in un’angusta cava che ha reso ancora più difficoltosa l’opera di spegnimento. I pompieri si sono quindi serviti pure di un elicottero che ha effettuato numerosi lanci d’acqua. Alla fine il rogo è stato circoscritto non senza difficoltà a causa del forte vento, anche se i vigili del fuoco restano sull’allerta per eventuali focolai. Ancora da accertare le cause dell’incendio. Le fiamme sono divampate anche venerdì nella zona Asi di Modica Pozzallo, lungo i campi che costeggiano la vecchia strada provinciale 43, un’arteria secondaria che collega i due centri iblei. In questo caso l’incendio ha pure lambito alcune serre, senza però provocare danni ingenti. L’acre e denso fumo ha ammorbato per ore la zona artigianale, dove insistono le sedi di numerose ed importanti aziende. Pare che le cause dell’incendio siano accidentali, forse dovute al mozzicone di una sigaretta gettato da un’auto in transito.