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RAGUSA - 14/06/2013
Cronache - Sono due 19enni di Gela bloccati dagli agenti della Polizia Provinciale

Bracconieri di cardellini colti sul fatto e denunciati

Tutta l’attrezzatura utilizzata per l’atto di bracconaggio è stata sequestrata, mentre i 13 cardellini ed il passero sono stati subito liberati nella campagna circostante Foto Corrierediragusa.it

Due bracconieri sono stati bloccati in contrada Santissima Lippia, in territorio di Acate, da una pattuglia del nucleo di vigilanza venatoria della Polizia Provinciale. I due erano intenti a catturare cardellini, una specie particolarmente protetta e, tuttavia, molto ricercata sul mercato per il loro canto straordinariamente melodioso.

Durante uno dei controlli, gli agenti hanno notato nei giorni scorsi, ben mimetizzato tra la folta vegetazione un capanno e nelle vicinanze numerose recenti tracce che facevano ritenere molto probabile che in quel luogo si svolgesse attività di bracconaggio. La zona è stata controllata con servizi mirati ed, in effetti, di lì a poco due individui sono stati trovati all’interno del predetto capanno, intenti a manovrare una trappola per la cattura di uccelli, costituita da una rete da pesca fissata a due canne ed azionata manualmente con un filo in cordura.

Per attirare nella trappola i fringillidi, si stavano utilizzando due cardellini vivi, di cui uno era legato ad una zampetta con un filo di nylon e l’altro dentro un gabbietta. Il tutto era predisposto in maniera tale che, nel momento in cui gli uccelli, attirati dai richiami vivi, si posavano sul rivolo d’acqua per bere, i due bracconieri azionavano un sistema di chiusura della rete che in tal modo catturava definitivamente gli uccelli. Al momento dell’accertamento risultavano già catturati e tenuti in una piccola gabbia all’interno del capanno n. 11 cardellini vivi e n°1 passero, oltre ai due cardellini che servivano da richiamo.

I due bracconieri, G.D. di anni 40 e S.G.M. di anni 19, entrambi di Gela, sono stati subito identificati e denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di furto aggravato in danno dello Stato (cd. furto «venatorio») e maltrattamento di animali. Tutta l’attrezzatura utilizzata per l’atto di bracconaggio è stata sequestrata, mentre i 13 cardellini ed il passero sono stati subito liberati nella campagna circostante.