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RAGUSA - 19/04/2013
Cronache - Imposto pizzo di 50mila euro ad una impresa del Catanese

La mano dei clan su 2 porti della provincia

I Carabinieri hanno accertato addirittura un incontro tra gli esponenti della «Stidda» e quelli di Cosa nostra facenti capo al Clan Santapaola di Catania Foto Corrierediragusa.it

La mano dei clan di Vittoria e Catania nell´appalto dei lavori al porto turistico di Marina di Ragusa e al porto di Scoglitti. Tre vittoriesi legati al clan della «Stidda» avevano ottenuto una tangente di 50mila euro da un imprenditore catanese che si era aggiudicato l’appalto dei lavori di rifacimento del porto turistico di Marina di Ragusa e di quello di Scoglitti. L’imprenditore, poi arrestato e condannato per mafia e diventato collaboratore di giustizia, è Alfio Giuseppe Castro, titolare della «Descamoter» di Catania e al quale sono stati sequestrati 18 milioni di euro di beni.

I tre vittoriesi raggiunti dagli avvisi di conclusione delle indagini e già in carcere per la precedente operazione «Flashback» del 2008 assieme ad altre cinque persone per associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzato alle estorsioni sono Filippo Ventura, Paolo Cannizzo e Salvatore Fede, di 59, 49 e 56 anni (da sx nella foto), legati al clan Dominante. Mentre Ventura era il promotore del gruppo, gli altri due si erano recati fino a Catania per chiedere il «pizzo» e per contrattare con il clan dei Santapaola, sotto la cui protezione si trovava già l’imprenditore al quale erano stati in origine chiesti dagli "stiddari" 250mila euro, rispetto ai 50mila effettivamente versate per i lavori nei porti di Marina di Ragusa e Scoglitti. I due clan di Vittoria e Catania avrebbero quindi "contrattato" sulla "gestione" del taglieggiamento alla ditta etnea.

Proprio perché la «Descamoter» era già sotto la protezione del clan catanese, il titolare si era rifiutato di pagare il pizzo pure ai vittoriesi, che, per ritorsione, avevano danneggiato i mezzi di lavoro nei cantieri, rallentando i lavori. La vicenda è emersa nell’ambito dell’operazione «Mediterraneo», condotta dai Carabinieri del comando provinciale di Ragusa coordinati dal comandante Salvo Gagliano e sotto la guida del capitano Carmine Gesualdo. La società che gestisce il porto turistico di Marina di Ragusa è risultata estranea ai fatti oggetto delle indagini condotte dai militari dell’Arma in questi ultimi mesi.