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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1117
RAGUSA - 16/04/2013
Cronache - Indagine congiunta di Polizia e Carabinieri coordinata dalla Procura

VIDEO - Estorsioni nelle zone rurali: arresti

La banda che da un anno e mezzo aveva seminato il panico tra le campagne iblee estorceva denaro alle vittime dei furti per restituire il maltolto Foto Corrierediragusa.it

Avevano messo in ginocchio agricoltori e allevatori ragusani già stritolati da una crisi che non concede tregua, compiendo razzie nelle aziende e rubando capi di bestiame e macchinari agricoli nuovi di zecca. La banda che da un anno e mezzo aveva seminato il panico tra le campagne iblee estorceva denaro alle vittime dei furti per restituire il maltolto, con il cosiddetto metodo del «cavallo di ritorno».





L’operazione “Free country” condotta da polizia e carabinieri ha portato agli arresti dei ragusani Francesco Gulino e Salvatore Amaddio, del modicano Giovanni Lorefice e del rosolinese Salvatore Vinci, quest’ultimo incensurato, tutti vicini a gruppi malavitosi organizzati del Catanese, del Siracusano e del Messinese. Altri quattro componenti della banda sono stati denunciati. Gulino e Amaddio erano dei veterani, essendo già stati arrestati per i furti commessi negli scorsi anni nelle aziende agricole del Ragusano. Dopo la scarcerazione avevano perfezionato la tecnica chiedendo somme dai 7mila ai 10mila euro alle vittime dei furti per la restituzione di trattori del valore di 60mila euro, uno dei quali trovato a Mineo e indispensabili agli agricoltori per non rischiare che il raccolto andasse perso.

I dettagli dell´operazione sono stati illustrati in procura a Ragusa dal procuratore Carmelo Petralia, dal sostituto procuratore Federica Messina, dal questore Giuseppe Gammino, dal dirigente della Mobile Francesco Marino, dal comandante provinciale dei Carabinieri Salvo Gagliano e dal maggiore Alessandro Coassin. Le indagini proseguono per accertare pure un possibile traffico illecito di carni macellate clandestinamente, con gravi rischi per i consumatori, dal momento che 9 pecore sono sparite nel nulla. Decisiva ai fini delle indagini la collaborazione di alcune delle vittime del ricatto, mentre altre avevano preferito pagare gli estorsori, rallentando il lavoro della giustizia. Le loro posizioni sono adesso al vaglio della procura.

Nelle foto sotto le persone arrestate. Cliccate per ingrandire.

Operazione "Free country"