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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 841
RAGUSA - 04/04/2013
Cronache - Arrestato dai Carabinieri un 51enne dipendente comunale

"Orco" abusava di 2 bimbe la cui mamma taceva

Alla madre delle vittime è stato intimato di non avvicinarsi in alcun modo a meno di 200 metri dalla scuola e dalla casa dove esse vivono le figlie

Quando l’orrore si consuma nel silenzio e nell’inviolabile intimità di quelle mura domestiche che dovrebbero costituire il luogo più sicuro per i bambini, se non vi si annidano insidie. E’ ciò che accadeva invece a Ragusa, dove un insospettabile dipendente comunale 51enne abusava delle figlie di 12 e 14 anni della sua convivente. Quel che è peggio, pur sapendo tutto la donna, una 35enne casalinga, lasciava correre, soffocando il naturale istinto protettivo di madre. Alla fine le due ragazzine, dopo aver sopportato per tre anni una situazione familiare fatta di abusi, angoscia e vergogna, hanno trovato il coraggio di raccontare tutto al padre e alla zia, che hanno denunciato i fatti ai Carabinieri. Le delicate indagini hanno confermato le pesanti accuse delle due giovanissime vittime.

E così il 51enne è stato arrestato per violenza sessuale su minori pluriaggravata in concorso con la madre delle due bambine, alla quale è stato imposto il divieto di avvicinarsi a meno di 200 metri dalla scuola frequentata dalle figlie e dalla casa in cui vivono. Alla donna è stato pure intimato di non contattare in nessun modo le ragazzine. Incredulità a palazzo dell’Aquila, sede del comune di Ragusa, dove il 51enne lavora da anni. Gli impiegati non intendono parlare della vicenda neanche a telecamere spente, ma c’è da scommettere che nessuno di loro si sarebbe mai immaginato che dietro il rassicurante sorriso del collega potesse celarsi un istinto innaturale.


la casta
05/04/2013 | 11.06.32
antonio

l´assurdo e che un ad un individuo del genere non faranno niente, se subirà un processo gli daranno i domiciliari, e mantiene il posto perche e un dipendende pubblico, addirittura potrebbe chiedere aiuto e l´amministrazione per cui lavora lo aiuterà. Alla fine, potrebbe anche trovare giovamento lavorativo da questa situazione. Dovrebbero prima di tutto licenziarlo! confiscare la somma che dovrebbe percepire per fine rapporto di lavoro e devolverla alle vittime! Forse si pentirebbe un po!!!


05/04/2013 | 0.55.15
GIANNI

spero che in carcere non lo mettano in isolamento ma insieme a tutti gli altri detenuti ci penseranno loro a fargli capire quello che hanno provato e sofferto quelle due povere ragazzine, alla madre gli toglierei l´affido, è quello che merita una persona che sicuramente non può chiamarsi madre, "VERGOGNA"