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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 738
RAGUSA - 15/03/2013
Cronache - Un anno dopo, preso ancora di mira l’esercizio commerciale di viale delle Americhe

Bombola gpl esplosa vicino al panificio

L’attentatore ha messo due bombole in una Panda da rottamare e vi ha dato fuoco. Schegge e lamiere dappertutto. Escluso il racket, la Squadra mobile controlla il personale che ha lavorato per il panificatore
Foto CorrierediRagusa.it

L’anno scorso i piromani si limitarono ad avvertirlo bruciandogli due pedane di legno davanti al panificio, in viale delle Americhe vicino alla mega rotatoria e non distante da rivendite di autovetture. L’altra notte gli incendiari hanno alzato tiro e livello di avvertimento: hanno rubato una Panda da demolire a Giarratana, vi hanno collocato due bombole del gas nell’abitacolo e sono andati a parcheggiarla davanti alla saracinesca del panificio Gurrieri: sempre lo stesso. Prima di andare via, hanno aperto la bombola del gas ed hanno appiccato il fuoco.

E’ successo il finimondo, prima della mezzanotte. Il boato ha creato panico e terrore nell’intero quartiere ad alta densità commerciale. La deflagrazione ha provocato lo spargimento di frammenti di lamiere e schegge di varie dimensioni che sono arrivare fin sopra i balconi delle case vicine e delle vetture parcheggiate nelle adiacenze. Insomma, se anche l’altra bombola fosse esplosa staremmo a scrivere di un attentato dinamitardo in zona di guerra.

La fortuna, per un verso, e l’arrivo immediato dei Vigili del fuoco, che hanno lavorato per diverse ore per mettere in sicurezza il posto, hanno scongiurato altri danni più gravi a persone e cose. Il caso è nei fascicoli della Squadra mobile di Ragusa e della Provura della Repubblica. Francesco Marino, il vice questore che coordina le indagini, non si sbottona molto, ma per quel poco che dice si è indotti a pensare che «pizzo», racket ed estorsioni con l’accaduto non c’entrano niente. Il nemico-piromane, il panificatore che ha subito due attentati in due anni, ce l’ha vicino, forse lo conosce ed ha persino lavorato per lui: si potrebbe trattare o di beghe personali, o di concorrenza che dà fastidio nell’ambito della panificazione.

Indagini verso tutte le direzione, indizi tantissimi, ma prove certe di ciò che affermiamo ancora no, anche se gli inquirenti, sentendo la testimonianza della vittima e le sue supposizioni, un’idea chiara e precisa sui dati anagrafici del presunto mandante e piromane dovrebbero averla ben chiara. Gli uomini del capo della Mobile oltre a seguire i movimenti di diverse persone, hanno cominciato a spulciare i nominativi di tutti coloro che sono stati nel libro paga del panificatore ragusano. Sperano di chiudere il cerchio prima possibile e mettere le manette ai polsi della persona che ha aperto la bombola del gas rischiando non solo di terrorizzare il panificatore, ma di creare una strage in un vasto quartiere della periferia di Ragusa, città non avvezza a sopportare queste angherie di stampo mafioso, che in verità di mafioso non hanno nulla.