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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:32 - Lettori online 1270
RAGUSA - 12/02/2013
Cronache - Operazione Touareg 2: associazione per delinquere finalizzata alla concussione e corruzione

VIDEO - Sequestro beni a ex Motorizzazione

La Divisione Anticrimine Sezione misure patrimoniale ha effettuato il sequestro di soldi e immobili su disposizione del giudice Barracca e richiesta del procuratore Petralia
Foto CorrierediRagusa.it

Il caso delle patenti facili, operazione Touareg 1, in provincia di Ragusa scoppiò circa 6 anni fa grazie ai controlli fatti dalla Polizia stradale di Ragusa; oggi la Divisione anticrimine sezione misure patrimoniali di Ragusa, coordinata dal vice questore Francesco Marino, riporta alla ribalta quello scandalo con un clamoroso sequestro preventivo di beni pari a un milione e 250mila euro.



L’ammontare dei beni sequestrati consiste in 2 appartamenti, locali commerciali e negozi, appartamento a Ragusa ibla e tre villette nella zona rivierasca di Caucana e Santa Croce Camerina. Inoltre sono stati sequestrati contanti, titoli bancari e polizze assicurative.

Soldi in contanti e in beni immobiliari nella disponibilità di Mario La Terra, ex funzionario della Motorizzazione civile, 59 anni, che dopo l’arresto ai domiciliari di allora, fu trasferito alla Forestale e poi sospeso. Beneficiari di questi ingenti beni, anche altri 4 soci. Il tenore di vita degli accusati ha acceso le spie rosse agli inquirenti della Divisione anticrimine.

L’accusa che la Procura della Repubblica muove è quella di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e alla corruzione. Il giudice Salvatore Barracca, presidente della Sezione penale del Tribunale, accogliendo la richiesta del procuratore capo Carmelo Petralia e del sostituto Claudia Maone, ha firmato l’ordine di sequestro preventivo dei beni sopra citati.

Lo scandalo consisterebbe nel rilascio di patenti di guida con molta facilità in cambio di soldi che oscillavano dagli 800 ai mille euro. In quella operazione avviata dalla Polstrada, chiamata Tuareg, oltre a Mario La Terra, che subì una condanna a 6 anni, allora vennero coinvolti anche Filadelfio Magnano, all’epoca direttore della Motorizzazione, Salvatore Sorrentino e Francesco Viola, subito scarcerato dal Tribunale della libertà dopo il ricorso presentato dagli avvocati Carmelo Scarso e Giuseppe Pellegrino.