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Venerdì 25 Maggio 2018 - Aggiornato alle 15:41
RAGUSA - 25/01/2013
Cronache - Dopo diversi anni di indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Ragusa e dalla Finanza

Corfilac, richiesta di rinvio a giudizio

Le accuse sono quelle di truffa aggravata, peculato e abuso d’ufficio. Contestate a Licitra, presidente da 10 anni, spese allegre con carta credito Corfilac e regolarizzazione del personale
Foto CorrierediRagusa.it

Per il presidente del Corfilac Ragusa Giuseppe Licitra (foto) è stato chiesto il rinvio a giudizio. Udienza fissata per 13 febbraio 2013 davanti al gup. E’ il risultato di anni di minuziose indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Ragusa, diretta dal procuratore Carmelo Petralia, e dalla Guardia di finanza provinciale e Tenenza di Modica guidata dal colonnello Francesco Fallica. Il caso Corfilac, come spesso viene definito, è stato anche oggetto di verifiche e di ispezioni da parte della Corte dei Conti e dagli ispettori regionali inviati dal precedente governo Lombardo, che a tutti i costi avrebbe voluto chiudere il consorzio lattiero caseario.

Nella richiesta di rinvio a giudizio disposto si ipotizzano i reati di peculato, truffa aggravata e abuso di ufficio. Le indagini vanno avanti dal 2010 e il Corfilac è stato sempre oggetto delle attenzioni politiche, o meglio delle varie componenti politiche che lo hanno tutelato da una parte, oppure che hanno tentato di modificare lo Stato per defenestrare il professore Giuseppe Licitra. Uno degli ultimi attacchi, quello dell’ex parlamentare modicano del Mpa Riccardo Minardo, che già il 16 ottobre del 2009 chiese le dimissioni di Licitra, in carica da 10 anni, pretendendo esplicitamente di sapere come venivano spesi al Corfilac i soldi dati dalla Regione.

A prescindere da queste beghe politiche tra le varie fazioni interne all’Mpa e a Pdl, la Guardia di finanza e la Procura lavoravano in ambito investigativo. Adesso la svolta con la richiesta di rinvio a giudizio del professore Giuseppe Licitra. La Procura e la Tenenza della finanza di Modica hanno passato al setaccio l’attività del presidente Licitra, l’uso disinvolto della carta di credito consortile, scoprendo spese per importi considerevoli senza giustificazione. E’ risultato, infatti, che alcune cospicue somme sarebbero state spese per cene in ristoranti, soggiorni in alberghi di lusso in Italia e all’estero, noleggio di autovetture, acquisto di carburante per vetture, libri e prodotti informatici senza la preventiva autorizzazione da parte del comitato dei consorzianti e con rendicontazione finale molto approssimativa.