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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 905
RAGUSA - 12/12/2012
Cronache - L’indagine, partita da Roma, ha visto l’emissione di 5 ordinanze di custodia cautelare

Finanziamenti illeciti in agroalimentare

Tra le persone arrestate in provincia di Ragusa c’è anche un perito tecnico agrario di Chiaramonte Gulfi, G.M. le iniziali, incensurato

Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari – Nucleo Antifrodi di Roma e i Comandi Provinciali di Roma, Catania e Ragusa, hanno condotto una vasta operazione contro il sistema degli illeciti finanziamenti comunitari nel comparto agro-alimentare, nel cui ambito è emersa una fitta rete di complicità tra operatori del settore e addetti di alcuni Centri di Assistenza Agricola.

Eseguiti nelle prime ore del mattino 5 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma (Dott. Di Lauro) su richiesta della Procura della Repubblica (Sost. Proc. Dott. Fasanelli) a carico di soggetti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (ex art. 416 e 640 bis C.p.), mediante l’accesso abusivo ad un sistema informatico (ex art. 615 C.p.).

Tra le persone arrestate in provincia di Ragusa c´è anche un perito tecnico agrario di Chiaramonte Gulfi, G.M. le iniziali, incensurato.

Le indagini sono state avviate nel 2010 e si sono sviluppate attraverso attività sia di natura tecnica (intercettazioni telefoniche) sia di tipo classico e hanno consentito di accertare la presenza di un gruppo affaristico – criminale ben organizzato che si avvaleva di una fitta rete di complicità di diversi operatori dei Centri di Assistenza Agricola.

In particolare, le investigazioni intraprese di iniziativa si inseriscono nell’ambito dei controlli sulla corretta presentazione di Domande Uniche di pagamento. I militari hanno riscontrato la presenza di un’associazione per delinquere specializzata nella presentazione telematica di Domande Uniche di pagamento dirette all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) che, attraverso diversi sportelli di Centri di Assistenza in Agricoltura (C.a.a.) sin dall’anno 2009, intestava a soggetti ignari o compiacenti la conduzione di terreni fittizi al fine di beneficiare del contributo erogato che finiva nella disponibilità degli indagati.

Le indagini hanno fatto emergere che, tramite l’utilizzo di password detenute a vario titolo dagli indagati, venivano inseriti nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian) una notevole quantità di dati falsi che attestavano illecitamente la conduzione di terreni agricoli da parte di vari soggetti. Le attività hanno evidenziato, tra l’altro, che i terreni dichiarati «in conduzione» risultavano sia di proprietà di privati, sia di enti pubblici/demaniali, che in entrambi i casi non avevano mai concesso l’uso di tali fondi agricoli.

L’azione del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari – Nucleo Antifrodi di Roma ha permesso di accertare una truffa di 6 milioni di euro di cui 4 milioni sono stati bloccati a seguito dell’intervento dei militari.

L’aggressione agli illeciti finanziamenti comunitari nel comparto agroalimentare è di fondamentale importanza e il Reparto Specializzato dell’Arma dei Carabinieri ha inteso conferire maggiore efficacia al monitoraggio del flusso dei finanziamenti sviluppando un’azione sistematica di verifica su base regionale e procedendo con indagini mirate sul territorio.