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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 1224
RAGUSA - 14/11/2012
Cronache - Al persecutore sono stati concessi i domiciliari

In manette stalker recidivo a Ragusa

Di recente la vita della vittima era diventata particolarmente difficoltosa a causa delle nuove ed insistenti molestie ed appostamenti da parte dello stalker presso i luoghi frequentati dalla donna Foto Corrierediragusa.it

Il Personale della terza sezione della Squadra Mobile ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del ragusano C.C., 35 anni, responsabile del reato di stalking in danno della giovane ragusana I.G., di 24 anni.

La misura cautelare è stata emessa quale aggravamento della precedente Ordinanza cautelare che aveva previsto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, a causa di una serie di azioni vessatorie inflitte alla vittima e consistite in intrusioni nella vita privata, attraverso ripetuti appostamenti sotto l’abitazione, presso il luogo di svago solitamente frequentato dalla suddetta vittima, al punto da provocare alla malcapitata forte ansia e paura. Gli esiti investigativi forniti dalla sezione specializzata della Squadra Mobile sono stati posti a fondamento della misura cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni, su richiesta del pm Monica Monego.

Di recente la vita della vittima era diventata particolarmente difficoltosa a causa delle nuove ed insistenti molestie ed appostamenti da parte dello stalker presso i luoghi solitamente frequentati dalla donna. La vittima aveva paura ad uscire di casa, temendo seriamente per la propria incolumità personale, sebbene al soggetto responsabile di tali azioni di recente, attraverso la prima Ordinanza cautelare, era stato fatto divieto di avere contatti di qualsivoglia natura con la vittima.

Addirittura il molestatore, in modo sfrontato aveva esteso il suo raggio di azione anche presso un bar del centro cittadino, luogo di ritrovo del vittima con i propri amici, attraverso ripetuti blitz, tesi ad ottenere un contatto con la ragazza. L’intervento della Mobile ha dunque posto fine a questo nuovo incubo.

Nella foto la questura di Ragusa